SoTDL – Le mucche sparite S1x01

Il mio nome è Wian.
La mia storia si perde nelle nubi della magia delle fate.
Fui creato dalla loro magia e, un giorno, venni messo in una culla al posto del suo legittimo proprietario.


Crebbi all’interno di una famiglia amorevole ma, presto, la mia natura mi fu chiara.
A quindici anni scappai lasciando una lettera ai miei genitori.
Vagai a lungo per molte contee, cambiando aspetto numerose volte.
Poi un giorno, improvvisamente, mentre stavo camminando sul bordo di una strada venni fronteggiato da un uomo anziano che, appena mi vide, mi corse incontro urlando: “Sei tornato!!!”
Mi abbracciò e mi condusse a casa sua, dove casa è un termine fortemente riduttivo.
Villaggio fortificato è più consono.


Arrivato lì mi face accomodare nella mia stanza dove vidi un ritratto di un ragazzino.
In un qualche modo mi somigliava, feci in modo che la somiglianza aumetasse.
Il vecchio, il suo nome era Bartolomius, era diventato enormemente ricco grazie a scambi commerciali e, come scoprii poco dopo, aveva perso suo figlio a seguito di un rapimento nel quale era morta anche sua moglie.
Questo accadeva 4 anni fa.
Io, da parte mia, dichiarai di avere solo fugaci ricordi e di aver vagato per diversi anni senza sapere neanche chi ero.
Bartolomius, al colmo della gioia per il ritrovato figlio mi prese con sé, e mi addestrò negli affari e nel combattimento perché, diceva lui, da tanti soldi derivavano anche tanti pensieri e tanti nemici e, come ripeteva sempre, “non si sa mai”.
Il mio diciottesimo anno di vita fu festeggiato con una festa incredibile.
Tre anni dopo mio padre muore.
Tutto passa nelle mie mani.
Ci ho messo due anni a capire come muovermi, di chi fidarmi e di chi dubitare.
Ho continuato l’opera del mio secondo padre e, una volta raggiunta un equilibrio nella gestione delle finanze e degli affari, ho messo insieme una somma considerevole e ho fatto in modo che arrivasse ai miei primi genitori.
Anche se sapevo che non avrebbe certo sanato il torto subito, glielo dovevo.
Avevano insegnato a un non-umano ad esserlo.
Un mio cliente mi ha riferito la necessità di avere una particolare erba per una pozione molto importante e, data la cifra che è disposto a sborsare, ho deciso di interessarmi alla cosa.
Inoltre mi è stata segnalata la presenza dell’erba in questione in una zona che mi interessa per alcune sue caratteristiche.
L’idea è quella di trovare l’erba e stabilire proficue relazioni per il futuro.
Preparo la spedizione portando con me il fido Immohen, una fidata guardia umana che da tempo uso come compagno di viaggio, e il mio personale servitore, Elly, una goblin molto servizievole e devota.
Portiamo con noi lo stretto necessario, tre robusti cavalli e poco altro, il viaggio sarà lungo e, anche se sappiamo che la strada per arrivare sarà tranquilla, sappiamo anche che la meta del nostro viaggio non è tra le più tranquille in assoluto.

ATTENZIONE: Proseguendo nella lettura incontrerete diversi spoiler dell’avventura “Senza Ombra di Dubbio” di SoTDL scaricabile dal profilo facebook del gioco. Siete avvisati!
Il velo tra questo mondo come lo conosciamo e l’oscurità dei demoni si sta assottigliando, e la zona, mi riferiscono, ne mostra gli effetti, non come carestie e malattie (come in altri luoghi) ma come eventi bizzarri.
Partiamo da Approdo per arrivare a Cronwell, al limitare della Foresta Oscura, vera meta del nostro viaggio.


La Foresta Oscura, a partire dal suo nome, non è posto in cui errare allegramente quindi, per strada ho ingaggiato una guida, un’umana che si chiama Scarlet, i suoi tre inseparabili gatti bianchi, e una nana esperta della natura, Tatana, visto che dobbiamo trovare la famosa erba e nessuno di noi tre è in grado di distinguere una margherita in un campo di trifogli. Poi, dopo aver chiacchierato con un cuoco, di nome Helmut, che si lamentava del cibo dell’ultima osteria, ho deciso di assoldare anche lui, mi era simpatico e, in fondo, due braccia in più non saranno certamente inutili.
Siamo partiti in tre e siamo quindi arrivati a Cronwell in sei.
Cromwell è una cittadina al limitare della foresta oscura, da sempre un po’ isolata rispetto alle difficoltà della capitale.


Arrivati nella piazza della cittadina scopriamo che da due o tre mesi i messi imperiali non si sono più presentati e così anche i mercanti.
La guerra civile fatta dagli orchi sta portando diverse difficoltà.
La cittadina è comunque molto facoltosa soprattutto per l’allevamento, e questo infatti il secondo motivo per cui sono qui.
Presto scopriamo che i due allevatori maggiori si chiamano, Gunther, umano, e Samal, orco.
Il primo pare abbia perso parecchie bestie.
Se devo importare bestiame è meglio indagare il motivo di queste perdite.
Cerchiamo la locale osteria e troviamo la Taverna del Mulo Impennato.
Lasciamo i cavalli nella stalla a rifocillarsi e, mentre entriamo, un duo di buffoni curiosamente assortito, tali Gabe e Sterco, un automa e un goblin, cercano di venderci strane pozioni.
Li ignoriamo.


L’oste è un nano ma mi guarda negli occhi, evidentemente è su un rialzo o su dei trampoli. Gli chiediamo delle birre e se conosce tale Gunther, allevatore.
Ci indica un sessantenne dai capelli bianchi e ben piazzato che si sta lamentando in modo molto vigoroso dicendo che le sue bestie vengono rubate da strane creature, che si è rivolto al Borgomastro ma lui lo sta ignorando.
Vedendo che lo fisso, mi avvicina e ci racconta la sua storia.
Gunther pare contento che noi ci si interessi alla sua situazione.
Lui ci chiede se vogliamo occuparci del suo problema visto che nessuno pare interessarsi al suo problema, è disposto a pagarci.
Curioso, potrei essere addirittura pagato da un futuro fornitore.
Entrano Sterco e Gabe, il nano al bancone si ferma li guarda male e, poi fa un fischio, dal piano superiore esce una nana che li osserva in tralice.
I due buffoni ordinano due birre.
Chiediamo a Gunther di spiegarci un po’ le condizioni di contorno alle sparizioni e se ci può dare qualche informazione sul suo allevatore concorrente.
Se anche lui ha subuto delle sparizioni.
Il concorrente si chiama Samal, è un orco, lui pare non abbia subito sparizioni.
Gunther prova pietà per gli orchi e la loro condizione, ma Samal lo trova bieco e inaffidabile, non pensa però che sia stato lui.
Si è già rivolto al Borgomastro ma lo considera una persona molto volubile che non lo vuole ascoltare
Il Borgomastro infatti pensa che i responsabili siano lupi o ferali, insomma un problema da poco, e non intende coinvolgere le difese della città che ritiene debbano restare in loco data la pericolosità circostante.
Usciamo e Gunther ci mostra, sarcasticamente, le possenti difese della città: due persone molto male in arnese capitanate da un connestabile.
L’allevamento di Gunther è al limitare della Foresta Oscura.
Intervengono i due individui di prima, che evidentemente di hanno seguito, dichiarando di essere i Pozionatori e di avere delle informazioni utili al caso.
Sterco dice a Gunther che le mucche sono scomparse con una cadenza precisa e lui ci riferisce che, in effetti, le mucche sono scomparse ogni 5 giorni.
Gunther gli chiede notizie delle informazioni e gli propone di unirsi a noi.
L’ultima mucca è scomparsa due giorni fa.
Il conestabile pare essere l’ombra delB, ci dice l’allevatore.
Andiamo con Gunther dal Borgomastro.


La sua casa è su due piani, il piano terreno per gli incontri e il piano di sopra dedicata a casa personale.
Il comportamento del borgomastro seppur mai particolarmente brillante pare essere pure peggiorato negli ultimi tempi.
Gunther si lamenta delle sue continue mancanze, peggiorate, ultimamente, anche dalle sue stranezze.
Andiamo nella porta sul retro e ci troviamo Sterco e Gabe che cercano di scassinare la serratura, Gunther si innnervosisce.
Questi due vanno tenuti d’occhio, da vicino.
Il Borgomastro non pare entusiasta dell’arrivo di Gunther, ma ci dice di salire.
Troviamo un uomo anziano molto trascurato che fuma una pipa e dipinge. Sembra non del tutto in sé.
Nella stanza ci sono avanzi di cibo e sporcizia.
Sterco vede che sul quadro si nota una specie di strada lastricata di mattonelle bianche esagonali nella foresta che si divide in tre, in una di queste strade, quella a destra, c’è il marchio di un gufo.


Il gufo fa parte di una delle antiche religioni, si parlava di un gufo veggente.
Il Borgomastro è stanco e ci invita ad andare via e, se proprio vogliamo dare retta a Gunther ci suggerisce di andare, al limite, da quella pazza dell’indovina.
L’automa trova una scopa e si mette a pulire e il Borgomastro gli lancia della tempera che lo colpisce in pieno, macchiandolo.
Il goblin ci racconta cosa ha visto sulla tela.
Chiediamo a Gunther a cosa si riferisse il Borgomastro quando ha parlato di un’indovina.
Lui ci dice che in questo posto c’è un tempio del veggente.
Arriviamo al tempio che è poco fuori dalla cittadina.
Ci sono due grosse porte, aperte.
Appena entriamo notiamo una statua di un gufo in un monoblocco di legno, davanti a lui una donna prega.
La donna smette di pregare e si gira verso di noi e notiamo che ha una benda davanti agli occhi che copre due grosse cicatrici sugli occhi, appunto.
E’ cieca, o meglio, è stata accecata.


Gabe la prende in giro, questo automa è parecchio fastidioso occorre rivedere qualcosa nei suoi meccanismi.
Lei si rivolge a lui chiamandolo per nome, d’altra parte è un’indovina e lo pubblicizza con esperienza.
Gli chiede come fa ad essere così gioviale in tempi così drammatici, il suo tono è molto cupo.
Poi, improvvisamente, comincia a piangere in modo sommesso, ci dice di chiamarsi Ser e che il primo occhio del veggente, l’altro è lei, Ren è sparita nella Foresta Oscura a seguito di una chiamata del veggente.
Raccontiamo a Ser del dipinto, lei ci racconta che un tempo, nella foresta, c’era una strada chiamata il Cammino del Penitente e che gli antichi testi parlano proprio di una strada lastricata di mattonelle bianche
Ci sta parlando di una religione molto antica.
Ser ci mostra la sua stanza e notando che Gabe stava provando ad entrare, gli dice “se volevi vedere la mia stanza bastava chiederlo, piccola creatura”.
La stanza è molto povera e ospita due letti, uno di Ser e uno di Ren.
Gabe nota una macchia sul letto di Ren, toglie le lenzuola e nota un disegno col sangue che ricorda una foresta e un gufo.
Immagina che Ren volesse in qualche modo comunicare la sua visione. Gabe racconta a Ser ciò che ha visto sulle lenzuola di Ren.
Sembra che anche questa creatura, in rari momenti, sia capace di una sorta di gentilezza.
Cerchiamo di capire, con Gunther, come cercare un accesso alla foresta o dove potesse trovarsi questo sentiero.
Lui si ricorda che davanti alla sua tenuta c’è una rientranza nella foresta, come fosse un punto d’ingresso per la foresta stessa.
Ser ci dice che la via dei penitenti portava ad un tempio.
Chiediamo a Gunther se ci può ospitare per la cena.
Lui accetta.
Noi ci congediamo da Gunther dicendogli che ci rivedremo per sera e andiamo da Samal, l’orco allevatore.
Il curioso duo ci segue.
Troviamo l’orco sulla staccionata che guarda le sue mucche.


Appena ci vede si tira in piedi, circa 2 m, carnagione grigia.
Gabe lo prende in giro, pare che non sappia fare altro.
Lui gli ringhia addosso, è comunque molto sulla difensiva, e il goblin non aiuta.
Gli facciamo domande sul suo bestiame e ci dice che a lui non sono scomparse mucche ma denuncia un atteggiamento odioso e razzista da parte di tutti, in particolare da parte di Gunther.
Lo accusa di aver messo in giro voci sulla qualità scadente della sua carne.
Sterco cerca di sgattaiolare verso la casa dell’orco ma lui lo vede e, con disprezzo, gli intima di stare alla larga da casa sua.
Gabe gli urla delle cose addosso accusandolo di essere scortese.
Tutto ad un tratto sentiamo distintamente un muggito provenire dalla casa.
Rimaniamo interdetti.
Mentre ci guardiamo cercando di capire come agire, Sterco cerca nuovamente di sgattaiolare ma cade e questa volta l’orco lo prendo e lo ferma.
Cerchiamo di ragionare con l’orco ma lui non pare collaborare, e tutto precipita.
Tatana estrae la mazza e minaccia l’orco.
Gabe cerca di attaccarlo, caricandolo ma manca l’obiettivo, e dire che era grosso!
Lo manca anche Tatana.
O lui è l’orco più agile di queste terre o…
Intanto Scarlet corre verso casa, l’orco la vede e le corre dietro.
Ordino a Immonhem di colpirlo e lui gli scaglia, con la fionda, un sasso in pieno volto facendogli male, o almeno così sembra dalla ferita sulla fronte che gli sanguina copiosamente.
Samal cerca di afferrarla ma la manca e Scarlet riesce ad entrare in casa e si sente nuovamente il muggito che pare venire da sotto il tappeto.
Scarlet si nasconde nella prima porta che trova.
Entra l’orco apre la botola guarda dentro, non vede nulla ed emette un ruggito agghiacciante.
Entriamo e lui scoppia in un pianto a dirotto.
Un orco che piange è uno spettacolo inconsueto, penoso, ma inconsueto.
Tra le lacrime ci dice che Gunther, con le sue continue calunnie, lo stava portando sul lastrico e solo perché odiava gli orchi.
Gabe gli offre un fazzoletto per tamponare la ferita sulla fronte.
Questo automa mostra comportamenti discordanti, è sicuro.
Lui lo ringrazia.
Nella botola c’è una sola mucca, è l’ultima tra quelle sparite.
Questo però vuole anche dire che la cadenza di sparizioni non era un indizio affidabile, tra la prima e la seconda sono trascorsi 5 giorni ma, visto che la terza è qui, dalla seconda sono passati almeno 7 giorni.
Samal ci racconta il suo piano: voleva farla ammalare per screditare le sue mucche come dice che Gunther ha fatto con lui.
Insomma una semplice vendetta.
Gabe gli dice che Gunther gli deve una ricompensa per aver trovato una mucca.
Curioso punto di vista questo automa.
Alla fine, dopo una breve consultazione, decidiamo che, se lui ci darà una mano e ci permette di riportare la mucca, potremmo soprassedere sulle accuse.
Torniamo da Gunther con la mucca e gli diciamo quanto è accaduto.
Lui va su tutte le furie e accusa Samal di essere uno viscido orco!
A cena gli riportiamo le motivazioni dell’orco e quello che sembra un sincero pentimento ma Gunther è irremovibile.
Io vado a dormire nella stanza degli ospiti gli altri si aggiustano nelle stalle.
I gatti bianchi, i tre che parlano a Scarlet, le dicono di non fidarsi della vista ma dell’udito.
E’ mattino.
Durante la colazione chiediamo a Gunther se è sicuro di non venire, ma lui insiste che se viene l’orco lui non viene.
Lascio Elly da Gunther, il luogo dove stiamo andando non è un luogo per un povera goblin governante.
Usciamo di casa e troviamo, poco distante l’orco che ci aspetta.
Ci dirigiamo nella foresta entrando da quella specie di ingresso che Gunther ci aveva indicato.
E’ buia, umida e silenziosa, troppo silenziosa per essere una foresta.
La nostra guida è chiaramente allarmata.
La visibilità è ridotta, chi ha oscurovisione vede abbastanza chiaramente, gli altri si fanno guidare.
Scarlet nota che le ombre che proiettiamo a terra sono in ritardo sul movimento.
Anche noi ci facciamo attenzione e, la cosa, ci lascia alquanto perplessi.
Si vedono tracce di un umanoide e di zoccoli di mucca.
Pare sia la pista giusta!
Le seguiamo e ci troviamo di fronte ad un muro di oscurità nel quale le torce non fanno luce.


Qui la magia è decisamente forte.
Nessuno vuole attraversare il portale di oscurità. Ci fermiamo e tiriamo un sasso legato attraverso.
Tiriamo indietro e il sasso torna intatto.
Un breve consulto e l’automa viene scelto per fare il primo test di un essere che vada sull’altra parte.
Leghiamo la corda all’automa e lui attraversa il buio, passano alcuni momenti di assoluto silenzio, dopo di che, improvvisamente, esce la sua testa che ci dice che dall’altra parte ci sono le mattonelle esagonali.
Attraversiamo tutti.


Ci troviamo in una strada piastrellata che si divide in tre strade.
Sentiamo un gufo sulla strada a destra e, ricordando il quadro visto in casa del Borgomastro, decidiamo di seguirlo andando a destra
Poco dopo troviamo un altro trivio
Questa volta il richiamo del gufo pare venire dalla centrala, continuiamo nella direzione indicata
Nuovo trivio e nuovo richiamo del gufo, questa volta è la destra la strada da prendere.
Altro incrocio di 3 nuove vie, il richiamo giunge da sinistra e noi sceglimao la strada a sinistra.
La radura si apre e davanti a noi appaiono delle rovine di un tempio.
La pietra di cui è fatta il tempio è bianca, il campanile è ancora in piedi ma il tetto è distrutto.
L’erba intorno al tempio sembra marcire.
Le porte del tempio sono chiuse. Le apriamo e guardiamo dentro al tempio.
Grosse navate si aprono davanti a noi.
Al fondo si trova un altare nero ovunque è ricoperto di ossa che sembrano umane e le ossa sono molto pulite.
O sono qui da molto tempo o chi si è mangiato queste persone è un tizio molto ossessivo.
Verso l’altare pare che qualcosa pulsi con un suono sordo e, poco dietro, sembra che di vedere una voragine
Gabe lancia una torcia verso l’altare ma non accade nulla.
Entriamo nel tempio, la nana è la prima, un teschio, da terra, si volta e urla in modo terrificante.
L’orco si accascia e comincia a piangere.
Ma l’unico orco facile alle lacrime lo abbiamo trovato noi?


Nove scheletri si ricompongono e ci fronteggiano
Attacchiamo.
Segue una violento scontro dal quale usciamo malconci ma vincitori.
Tatana e Sammal sono feriti gravemente.
Immonhem ha fatto un ottimo lavoro, sia proteggendo me, sia aiutando il gruppo, appena torniamo a casa si merita un premio!
Finiti gli scontri mi avvicino al buco dietro all’altare.


Il pavimento crollato mostra un corridoio con una porta in fondo e, dalle pareti, una luce pulsante sul violaceo viene emanata dai muri.
Così, su due piedi, non un posto dove si entrerebbe con gioia e felicità.

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