La fede non ammette dubbi...
questo, già di per sè, dovrebbe essere sospetto...
 
 

 

Negli anni 2004-2005, forse anche a causa di una legge che voleva regolare la fecondazione assistita e del relativo referrendum "sorto" subito dopo, in Italia, si è fatto un gran parlare della vita in generale e dei diritti dell'embrione in particolare.
Il discorso ha raggiunto momenti molto forti, d'altra parte si trattava un argomento particolare: la vita umana.
Un argomento del genere si porta, e si è portato, necessariamente dietro tematiche etiche, tematiche, purtroppo, religiose e, incredibilmente, tematiche politiche.
La Chiesa Cattolica, come era normale aspettarsi, ha espresso il suo sacrosanto (mai termine...) punto di vista bollando con una forte disapprovazione le pratiche non naturali di procreazione e l'uso di qualunque forma di vita umana a partire da quella embrionale ma non si è fermata lì. Ha consigliato tutti i simpatizzanti a non recarsi alle urne per difendere la sopra citata legge oggetto di referendum.
I partiti politici, come NON era normale aspettarsi, hanno pensato bene di dir la loro, chi consigliando un voto positivo, chi uno negativo e chi, accogliendo l'invito della Chiesa (in modo assolutamente disinteressato... NdL), spingendo per l'astensione.
La questione è interessante più per la totale incoerenza e per la serie di paradossi che solleva che per l'oggetto della discussione in sè ma, per meglio capirla occorre analizzare detta legge.
La legge in questione è la 40/2004.
Il referendum metteva in discussione alcuni punti, ma al di là della diatriba, come ho detto prima, sono le incongruenze quelle che lasciano molto da pensare.

Il partito degli astensionisti (un curioso coacervo di cattolici e di molti politici di diversi schieramenti accomunati dal mero interesse all’allargamento del proprio bacino elettorale) si è sempre rifiutato di spostare la discussione dalla legge oggetto di referendum alla legge che regola l’aborto (22 maggio 1978, n. 194). Il partito avverso infatti, in diversi confronti aveva sempre cercato di rilevare la “piccola” incongruenza che esiste tra queste due leggi insinuando che chi in quel momento combatteva per la conservazione della legge domani si sarebbe battuto per una revisione della legge sull’aborto.

Ma godiamoci questo primo meraviglioso esempio della supponenza e della stupidità di alcuni appartenenti (immeritatamente) al genere umano.

Legge sulla regolamentazione della fecondazione assistita
L’embrione, già all’inizio del suo sviluppo, gode degli stessi diritti di una persona

Legge sull’aborto
Permetteva alla donna la possibilità, nei primi tre mesi di gestazione, di porre termine alla maternità in tutta libertà, tale termine veniva esteso qualora il feto presentasse gravi malformazioni.
La ratio alla base era che detta legge metteva a confronto 2 diritti, quello della donna e quello del feto, scegliendo di far prevalere il primo nei confronti del secondo.

Ora, operando insieme queste due leggi ci si trovava di fronte alla paradossale situazione che, prima dell’impianto, sopprimere un embrione composto da poche cellule poteva essere parificato ad omicidio di primo grado e, subito dopo l’impianto, per almeno tre mesi, alla stessa azione non corrispondeva alcuna conseguenza o responsabilità.

Il partito degli astensionisti, negando con estrema forza il sospetto dei propri avversari, forse non si rendeva conto, di stare offendendo pesantemente l’intelligenza dei propri elettori (o, alternativamente, di rendere palese la scarsa considerazione che aveva di loro e della loro capacità di raziocino).

Seconda incongruenza
Il comportamento della Chiesa mostra alcuni punti d’ombra, ma la fede forse non necessita di coerenza e quindi, se non altro, il suo agire era più accettabile.
Allora, la Sua filosofia in merito a questioni procreative è sempre stata abbastanza chiara:
nessun metodo contraccettivo “non naturale” è ammesso
nessuna manipolazione su embrioni è ammessa
lo stato dell’individuo è una scelta dell’entità superiore che tutto governa e quindi va accettato.

Viene quindi vista con una certa divertita curiosità la posizione della Chiesa che, con una certa disinvoltura, proponeva agli “aderenti” l’astensione per proteggere una legge che permetteva di prelevare alcuni (3) ovuli da una donna per poi, all’interno di una provetta, farli fecondare artificialmente da uno spermatozoo.
Lo stato di sterilità della coppia (o di uno dei due) doveva essere accettato come dato di fatto ma la semplice l’impossibilità ad avere figli in modo “naturale” veniva considerato non come una scelta dell’Altissimo ma come una condizione modificabile.
Il fatto di maneggiare ovuli e spermatozoi veniva considerato al pari della pratica naturale, lasciando quindi intendere che impedire con mezzi “non naturali” la procreazione era peccato ma che, in alcune condizioni, era possibile permetterla, quando questa non sarebbe stata possibile, attraverso un ammissibile uso di mezzi che di naturale avevano ben poco.

La Chiesa cattolica aveva quindi deciso di abbandonare un ruolo di puro e semplice riferimento lontano dal dibattito civile. Inserendosi con tematiche squisitamente religiose (e quindi non sindacabili) in discorsi etici e scientifici e, facendo pressione sui simpatizzanti in modo molto paternalistico e ambiguo diceva come si comportava il buon cattolico ma non sprecava una parola (ma solo molti sottintesi) su come doveva essere considerato chi non si atteneva:
- “il buon cattolico si astiene” e quindi chi non si asteneva o non era un buon cattolico o non era proprio cattolico!
- “I cattolici difendono la vita e quindi si astengono” ne consegue che chi votava non solo non era cattolico ma divetava un militante della morte!
- “la Chiesa è contro qualunque manipolazione su embrioni” come detto prima sarebbe meglio dire “quasi qualunque”
- “Nessuno ha il diritto di sostituirsi a Dio” come detto prima sarebbe meglio concludere “a meno che…”

Gli slogan, si sa, sono pericolosi ma la Chiesa, smaliziata da secoli di studi sul marketing dei beni immateriali, sapeva bene che rimangono impressi e fanno breccia! E poi la Chiesa parla in nome di Dio e chi oserebbe mettere in discussione la Sua parola.

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