Alcune doverose precisazioni in merito agli articoli di cucina

Questo articolo non prevede preparazioni ma solo alcune considerazioni e avvertenze in merito alle ricette che trovate sul mio sito, lo avrei dovuto scrivere molto tempo fa ma tant’è.

Ho iniziato a cucinare, per diletto, intorno ai 18 anni, prima aiutavo mia madre ai fornelli pulendo verdura o facendo soffritti. La formazione di mia mamma era Toscana (ma anche un po’ Emiliana) e quindi, in buona sostanza, anche la mia. Ciò implica, in generale, una certa qual preferenza per l’olio rispetto al burro (ho detto preferenza non esclusività, il burro se è da usare lo si usa!).

L’inizio della mia indipendenza culinaria, per quel che ricordo, è stato con un volume di cucina sulle ricette dei film Disney, ero cresciuto con i loro film e mi ero intestardito a voler rifare la ricetta degli spaghetti e polpette di Lilly e il Vagabondo. Poi ci furono anche alcune trasferte in terra di Albione che mi videro condividere con famiglie autoctone quello che sapevo di cucina italiana (si, lo so, così è vincere facile)

Molte ricette sono venute dopo e, ogni volta, altrettante modifiche, questo per alcune ragioni:

  • Il mio gusto
  • Il gusto di chi assaggiava
  • Un vegetariano in famiglia
  • Allergie/Intolleranze varie
  • A volte le ricette le leggevo, come nel caso della Disney, su volumi di matrice americana e si sa lì la cucina è “particolare” e l’uso dei grassi pure
  • Il tentativo di mantenre il gusto di qualche ricetta anche nel corso di una dieta
  • Alcuni ingredienti erano di difficile reperibilità o per voluta non replicabilità (ricordo con “commozione” un cuoco che parlava delle verdure che crescevano nel suo orto o di ingredienti che prendeva da suoi fornitori particolarissimi).

Dove prendo le ricette?

Inizialmente dal ricettario di mia mamma poi, come accennato, da diversi (TANTI) libri e infine da internet (essenzialmente blog e social) e da amici.

Premessa doverosa: detesto cordialmente tutti i contest culinari, TUTTI.

La cucina, per me, deve essere un momento di convivialità, di amicizia, di condivisione, di risate, di rilassamento, di scoperta, di… non di competizione e prevaricazione e, sebbene i alcuni cuochi imperversino sui contest, molti amanti della cucina mi hanno comunque dato enormi soddisfazioni.

Il primo in assoluto è stato Allan Bay, i suoi volumi Cuochi si Diventa e i molti delle collane da lui seguite, li ho trovati semplicemente meravigliosi, li ho letti, riletti e regalati. Una persona che ha fatto dell’insegnamento e della semplificazione una missione.

Poi è venuto Fabio Picchi, la sua capacità di raccontare i piatti, gli ingredienti la storia e la sua passione mi facevano (purtroppo non è più tra noi) impazzire (ogni tanto riguardo i suoi video che trovo sempre bellissimi).

Più di recente, dal mondo dei social, ci sono stati e ci sono:

  • Luca Pappagallo, alias Casa Pappagallo, che ha degli archivi smisurati (sito e app) e un’allegria rasserenante;
  • Gabriele Cattarin, alias Rapanello, che spiega tutte le sue scelte, le sue attrezzature, le alternative e poi conclude con il suo “Fate come vi pare”;
  • Vittorio Castellani, alias Chef Kumalè, per le sue suggestioni da tutto il mondo e i suoi consigli di lettura;)
  • Guido Larossa perché un cuoco stellato così simpatico e così divulgativo e comprensivo è una rarità;
  • Giorgio Barichesi, alias Giorgione, per me nel solco di Fabio Picchi, generoso, godurioso, sereno, “alto e ben distribuito”, divertente e  “con un nonnulla di…”;.
  • Elena Lina Cai, ailas Cucina Origami, che riece a spiegare chiaramente le ricette orintali modo chiaro, familiare e semplice;

Poi molte e molti altri, tra stranieri, italiani, ogni volta che una ricetta non mi convince vado a cercare altre suggestioni, altre idee, spesso, molto spesso. Se invcece è buona la prima, e non è una mia creazione, cito la fonte.
Quindi a tutti loro va la mia gratitudine e riconoscenza per avermi incuriosito e fatto scoprire nuovi piatti, nuovi sapori e nuove preparazioni.

In effetti in ambito culinario, ma non solo, internet ha mantenuto la promessa per cui è nata, condividere le conoscenze. E non mi importa se chi le condivide lo fa per pubblicizzarsi, per fama, per sostentarsi o per piacere, l’importante è che ci sia onestà e disponibilità. Ma la possibilità di poter scoprire come si prepara un Ramen, un Pad Thai, un Filetto al Pepe Verde o uno Shakshuka solo chiedendo è fantastica.

Quando ho iniziato a caricare le ricette sul mio sito è stato principalmente per quattro motivi:

  • perché spesso mi veniva chiesto come avessi fatto questa o quella ricetta
  • perché spesso mi chiedevo come avessi fatto questa o quella ricetta
  • per replicare il libro di ricette di mia mamma in modo digitale
  • per contribuire e accrescere il capitale informativo presente in Internet

Quindi, sostanzialmente, l’ho fatto per comodità e per risolvere un problema di memoria, non per diventare famoso o per altri oscuri motivi, cucinare mi piace ma è, e resta, una “scusa” per condividere momenti con altre persone e scoprire nuovi sapori.

Scrivere una ricetta però porta con sé una serie di problemi, molti dei quali si comprendono solo nel momento in cui si comincia a mettere giù le cose.

Quando cucino, generalmente, non peso gli alimenti ma, se devo scrivere una ricetta e pensare a chi non è molto avvezzo ai fornelli mi rendo conto che il Q.B. potrebbe generare frustrazione e anche un po’ di nervosismo.
E quindi giù a pesare.

Le ricette sono pensate per 4 persone.
Diversamente è scritto nella premessa o tra gli ingredienti.

Certe ricette  vengono bene la prima volta ma, a volte, capita che vengano bene la seconda o la terza o…
E quindi giù a modificare articoli già scritti o ad aspettare a scriverli per trovare la giusta configurazione.

Le foto sono importanti perché uno vuole anche vedere come dovrebbe venire il piatto alla fine ma io non lo faccio per professione e perciò non ho un set fotografico.
E quindi metti a posto i dintorni di dove hai messo il piatto per la foto.
Ah! Se ve lo state chiedendo no, non ho neanche una cucina professionale.

I piatti che decido di cucinare li faccio per alimentare me, la mia famiglia e i miei amici; perciò, devo tenere conto anche dei loro gusti, delle intolleranze, delle abitudini (e dei disordini 😉) alimentari di ognuno e della stagionalità ma gli articoli escono quando ho tempo e quindi non necessariamente nel periodo giusto (Ah! La stagionalità).
Normalmente, come dico quando vado a cucinare in luoghi diversi da casa mia, non faccio dolci quindi ne troverete pochi (dove “pochi” è un tiepido eufemismo), ho sempre ritenuto che la cucina dei dolci richieda modalità, approcci e strumentazioni diverse da quelle della cucina, inoltre non sono un grande amante degli stessi perciò…

La voglia di condividere viene da lontano quindi e, svariate manifestazioni su internet del sito del Langoliere, c’è sempre stata una sezione dedicata alle ricette (e non solo).
Una volta i siti funzionavano così in effetti, poi sono venuti i blog e poi ancora i social quindi, per ora, ciò che c’era nella sezione “Cook, I presume” del sito sta migrando sulla sezione del blog. Ho trovato la cosa più comoda sia per l’aggiornamento, sia per la consultazione.
Al momento i social sono altalenanti, di tanto in tanto qualcosa appare su Instagram, in effetti, come scritto, le motivazioni per la creazione di questo archivio di ricette sono strettamente collegati a momenti di gioia e di amicizia, non necessariamente tematiche da social, si vedrà.

Insomma un po’ di cose ma mi piace e quindi si fanno.

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