Questa ricetta è stata un esperimento per provare una pasta che mi è stata offerta da una grande amica che, come me, è attenta alla salute, e un giorno mi disse: “Ma tu li conosci gli Shirataki di Konjac?”.
Io non li conoscevo e lei me ne ha date due buste di tagliatelle.
“Provali!”
Ora, il konjac è un radice di una pianta, per i botanici la lamorphophallus konjac.
La radice di konjac, assomiglia a una grossa barbabietola.
Fino a qui niente di speciale ma il bello viene adesso:
E’ ricco di glucomannano.
Ha un alto potere saziante.
E’ una fonte di fibra solubile naturale (il glucomanno, appunto).
Ha un bassissimo contenuto calorico.
E’ naturalmente privo di glutine.
Ha pure un indice glicemico molto basso.
Una panacea per diete e regimi alimentari controllati vari.
Giusto per capirci se 100 grammi di pasta di grano contengono circa 350 calorie e oltre 70 grammi di carboidrati, lo stesso qunatitativo di pasta di konjac contiene 10 calorie e in media solo da 0,2 a 1,5 grammi di carboidrati.
Fantastico vero?
Si, ma ci sono dei ma.
Innanzitutto vi deve piacere la consistenza un po’ gelatinosa (tipo gli spaghetti di Soia, per intenderci, a me piacciono ma ad alcuni no) e poi, come sempre, bisogna considerare che tutto va usato nella giusta misura.
Non vi potete sfondare di Konjac a meno che non vogliate frequentare i bagni locali con maggiore frequenza e, in generale, avere problemi gastrointestinali.
Fatte le debite precisazioni è un alimento utile e molto versatile.
Quindi un’enorme GRAZIE a chi me lo ha fatto conoscere.
La versione che mi è stata donata era in formato tagliatelle (esistono vari formati: vermicelli, riso…).





