Ho sempre considerato le ricette un evento sociale sia nel senso che poi producono piatti che solitamente si mangiano in più di uno, sia perché, a volte, anche la preparazione è frutto di un’attività che coinvolge più di una persona.
Se queste due eventualità non sempre si verificano insieme nel caso nella maggior parte delle ricette è veramente difficile che non accada nel caso delle conserve.
O, almeno a me, non è mai capitato.
Settembre è il mese deputato per queste attività, si torna dalle vacanze, le verdure hanno ancora un buon sapore e il clima comincia a dare le prime avvisaglie di una stagione piena di maglioni, coperte e luce fioca.
Ci si raccoglie in un gruppo di amici e, tagliando e cuocendo verdure, si chiacchiera, si mangia, si beve, si ride, si ricordano le esperienze estive e si prepara ciò che verrà consumato nelle fredde giornate dell’inverno.

La ricetta che ha un simile potere taumaturgico è l’Antipasto Piemontese.
L’antipasto Piemontese è una preparazione molto famosa in Piemonte e, per questo motivo, ne esistono moltissime varianti, quella che vi state apprestando a leggere è frutto della fusione di due differenti ricette provenienti da due nonne…
E, tra le varie preparazioni, c’è anche stato il tempo per una pausa con tè e dolcetti!
Uno dei dolcetti della merenda!
Ecco cosa occorre.
Ingredienti
Utensili:
- 1 Gruppo di amici affiatati
- 8-10 Tappi
- 1 Grossa pentola (la pentola più grossa che usate per la pasta)
- 1 Grossissima pentola (pentole del genere le potete aver visto nei campi dell’oratorio o degli scout)
- Molti stracci
- 1 Imbuto da vasetto (che è poi un imbuto con una grossa bocca che si adatta all’apertura dei vasetti)
- 1 Mestolo
- 1 Cucchiaio di legno
- Molti coltelli
- Molti taglieri
- Molti, almeno 6, recipienti per le verdure
Alimenti:
(Tutti i pesi degli ingredienti sono da intendersi una volta puliti)
- 3 kg di Pomodori
- Qualche foglia di Basilico
- 700 gr di Sedano
- 700 gr di Fagiolini
- 700 gr di Carote
- 700 gr di Cavolfiore
- 700 gr di Cipolline
- 700 gr di Peperoni
- 360 gr di Olio
- 380 gr di Aceto
- 25 gr di Zucchero
- 60 gr di Sale
- Un po’ di Noce Moscata
- Un po’ di Pepe
Preparazione
Spellate i pomodori (oppure non spellateli e li frullerete dopo) e poi tagliateli grossolanamente.

Mettete a cuocere i pomodori nella pentola grossa, girando con un cucchiaio di legno di tanto in tanto.
Tagliate tutte le verdure a dadini, a parte il cavolfiore, al quale dovrete togliere il gambo centrale, staccare i ciuffetti e tagliare a dadini i gambi piccoli e i cipollini che andranno tagliati solo se grossi.
Riponete ogni verdura tagliata in un diverso contenitore.

Tagliate il basilico insieme alle foglie più tenere del sedano (che avete tenuto da parte!).
Buttate nel pomodoro che cuoce il basilico e le fogli di sedano.
Passati 30 minuti il pomodoro è pronto, se non avete spellato prima ora vi tocca frullare, e poi inserite l’olio, l’aceto, il sale, lo zucchero, la noce moscata e il pepe.

Mischiate, aspettate cinque minuti e poi cominciate con la procedura di inserimento delle verdure.
Inserite i dadini di Sedano, aspettate che riprenda il bollore e, passati 5 minuti
Inserite i dadini di Fagiolini, aspettate che riprenda il bollore e, passati 5 minuti
Inserite i dadini di Carote, aspettate che riprenda il bollore e, passati 5 minuti
Inserite i dadini di Cavolfiore, aspettate che riprenda il bollore e, passati 5 minuti
Inserite le Cipolline, aspettate che riprenda il bollore e, passati 5 minuti
Inserite i dadini di Peperoni, aspettate che riprenda il bollore e, passati 5 minuti e spegnete.
Facile, no?
Ora si passa all’invasettamento, prendete l’imbuto, se ce lo avete, altrimenti un cucchiaio e/o un mestolo andranno bene. Poi vedrete il macello che avete fatto e andrete a comprare l’imbuto.

Riempite i vasetti.
Chiudete bene i vasetti.
Ammirate la vostra opera (e l’eventuale macello prodotto).
Le dosi indicate hanno prodotto 6 kg di Antipasto Piemontese.
Tocca quindi alla sterilizzazione.
Prendete il pentolone, avvolgete ogni vasetto, ben chiuso, in uno straccio e mettetelo nel pentolone insieme agli altri.
Coprite tutto con l’acqua calda e mettete a bollire.
Aspettate 30 minuti da quando bolle poi spegnete e aspettate che si raffreddi naturalmente.
Ora non vi resta che riporre tutti i vasetti in un luogo sicuro e asciutto in attesa che vengano tempi più fretti per gustare quanto avete preparato.
Aspettate comunque circa un mese per aprire i barattoli.
Ho parlato di effetto taumaturgico perché la preparazione viene accompagnata e intervallata, come si diceva, da grandi chiacchierate, risa e pasti in comune.
Tutti elementi che vi rilasseranno e vi faranno rientrare in contatto con la vostra umanità spesso costretta a correre in modo frenetico.
Inoltre state preparando delle piccole capsule temporali che porteranno le verdure che sono cresciute al sole estivo verso il gelido inverno mantenendo intatto il loro sapore.
Quando poi, con i vostri familiari più vicini o insieme ad un folto gruppo di amici, riaprirete i vasetti, mangiando l’antipasto, oltre al gusto del piatto, avrete anche il ricordo delle belle giornate passate a prepararlo.
Se vi piacesse, potreste, una volta aperto il vasetto, anche provare ad aggiungere il tonno in scatola.
Che volete di più!
Un enorme grazie a Giuliana, Claudio, Agnese e Lucia, senza i quali tutto questo non sarebbe stato possibile.
