Dado Granulare

E’ arrivato Natale e mi era venuta un’ideuzza di fare un regalo ai miei compagni di avventure tra mondi ed epoche (se siete andati in giro per i mio sito avrete scoperto che una delle mie altre passioni è il gioco di ruolo). 
Perchè non preparare qualcosa di culinario e fare un regalo oriiginale?
Cerca di qua, cerca di là mi sono imbattuto nel meraviglioso Rapanello    e ho trovato due ricette fantastiche, il dado, di cui si parla qui, e l’olio piccante, di cui si parla altrove.
Andate a visitare i suoi canali, merita tantissimo!
E poi, il suo “fate come vi pare” è molto liberatorio.
Sono quindi andato su Amazon e ho trovato dei barattoli carini et voilà il gioco è fatto.
Già, “il gioco è fatto”, insomma, tutto il processo è stato un po’ più “variegato”.
Sembrava facile (e in effetti non è diffiicile, anzi) ma poi mi sono lasciato scappare l’idea con la mia dolce metà che mi ha detto: “Ma che bella pensata! Perche non la facciamo per tutti?”
Ecco 26 vasetti di Dado granulare e 10 kg di verdure dopo l’idea è rimasta molto bella ma un tantino più provante.
Considerate che, con le dosi indicate ne vengono fuori due vasetti e mezzo o un vasetto grosso, la procedura è decisamente semplice e la soddisfazione è tanta!

Ingredienti
300 grammi di Carote
300 grammi di Sedano
300 grammi di Cipolle Bionde
Poi
5-6 Funghi Champignon
4-5 Pomodori Secchi (anche sott’olio vanno bene)
1 rametto di Rosmarino
3 foglie di Alloro
Qualche foglia di Prezzemolo
Con questi ultimi 5 ingredienti si deve arrivare al chilo (quindi 100 grammi tra tutti)
Infine
250 grammi di Sale fino

Preparazione
Accendete il forno a 180° Ventilato.
Mentre lui raggiunge la temperatura (non vi volevate mica riposare?).
Pulite tutta la verdura, delle cipolle tenete il primo strato sotto la buccia che male non fa, tagliate a pezzi grossi il sedano, le cipolle e le carote.
Taglaite grossolanamente i funghi e i pomodori secchi. Togliete il ramentto del rosmarino tenendo le foglie. Tagliate anche le foglie di Alloro separandole dal gambo.
Prendete un tritatutto o mixer e inserite tutto quello che ci sta tranne il Sale.

Tritate.
Maltrattate il mixer o mischiate in po’ il contenuto.
Tritate di nuovo.
Non deve venire una poltiglia ma va tritato un po’.
Tanto il lavoro sporco lo farà poi il mixer che andrà anche un po’ sbattuto per fare in modo che triti tutto più o meno allo stesso modo.
Fate attenzione che lo strumento ha un caratteraccio, tende a surriscaldarsi e a diventare intrattabile al punto che potrebbe rifiutarsi di lavorare. Ogni tanto controllate la temperatura del motore.

Una volta brutalizzato il mixer, controllato e ottenuto il desiderata, date una rimestata e ricomiciate a tritare che, a meno che non abbiate un mixer industriale, non ci credo che siate riusciti a tritare 1 Kg di roba.
Alla fine dovreste avere una cosa tipo questa.
Aggiungete il sale e rimischiate il tutto.
Bene, è il momento di prendere le teglie e la carta forno.

Io, seguendo le precise istruzioni del buon Rapanello, ho provveduto a mettere le due teglie vicine e, a forza di due cucchiaiate da una parte e due dall’altra, ho diviso tutto il preparato in modo omogeneo e poi l’ho appiattito.
Il liquido che avranno fatto le verdure VA TENUTO e messo nelle teglie (che altrimenti vi perdete pure il sale).
Una volta fatto tutto le potete infilare in forno per 40 minuti a 180° per poi abbassare a 100° per un’altra ora. Volete andare a leggere o a guardarvi una serie? Bene impostate un timer ogni 20 minuti perché dovrete aprire il forno e, con un cucchiaio, facendo attenzione a non bruciarvi (fatto!), rimestate un po’ il composto. Se, dopo un’ora e quaranta ci fosse ancora un po’ di liquido procedete altri 20 minuti.

Alla fine dovreste avere una cosa tipo questa. E qui viene la parte divertente.
Svuotate quello che viene via facilmente dalle teglie in un contenitore (magari quello di prima che avete lavato e che, dopo 100 minuti si sarà pure asciugato). Poi fissate con livore la vostra carta forno con appiccicato il prezioso prodotto delle vostre fatiche, imbracciate un cucchiaio di legno e accanitevi con cattiveria sull’avida carta forno strappandole ciò che lei vuole trattenere. Unica attenzione che dovete fare è che la carta forno è avida ma debole e quindi tende a lacerarsi se siete troppo violenti perciò, per evitare di trovarsi pezzi della vile carta forno nel brodo, maltratttatela prudentemente.

Ci siamo, il processo è quasi arrivato alla sua giusta conclusione e la soddisfazione sarà notevole (per me lo è stato).
Vi resta da fare ancora una cosa:
dopo che si è raffreddato frullatelo ma non troppo: deve venire un granulato!
Ora non vi resta che inserirlo nel/i barattolo/i e godere nell’usarlo.
Lo avete fatto voi e lo ricerderete ad ogni uso.
A proposito di usi, ecco le istruzioni, un cucchiano per insaporire e un cucchiaio in un litro d’acqua per fare un brodo.
A me e a tutti quelli a cui l’ho regalato è sembrato eccezionale, equilibrato e gustoso quindi grazie ancora a Rapanello.

Il processo è comunque molto semplice, io ho dovuto reiterare l’operazione parecchie volte per poter arrivare all’obbiettivo che mi ero proposto ma questo sarà, da ora in avanti, il mio insaporitore e la base di brodi per altre preparazioni.
Qui sotto potete vedere l’opera QUASI* finita comprensiva anche dell’olio piccante sempre preso da una ricetta di Rapanello che scriverò tra poco.

*il QUASI dipende dal fatto che gli ultimi barattoli e oli li ho fatti tenendo conto che una delle persone che avrebbe ricevuto il dono era celiaca.
Quindi, prima di procedere alla nuova preparazione, ma dopo aver fatto questa foto, ho provveduto al lavaggio del mixer, delle teglie, delle posate e dei coltelli, all’acquisto di un tagliere in MDF e alla pulizia a fondo del forno.

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