Dieta: Polpette di Branzino

Io adoro le polpette ma, per qualche motivo, ho sempre guardato con diffidenza quelle di pesce.
Poi arrivò la dieta prima e la nutrizionista dopo e la mia ricerca di arrivare ad una cucina che garantisse la salute da una parte e il gusto dall’altra
Misi in discussione un po’ di cose, inclusa la mia diffidenza.
Il pesce al forno lo facevo già da tempo immemore ora occorreva solo non mangiarlo subito ma utilizzarlo per una seconda preparazione che conoscevo anche m,olto bene (ma con la carne).
Et voilà ecco le polpette di pesce.
E mi sono piaciute.
La salsa è fondamentale perchè senza potrebbero risultare un po’ ascutte.
Le salse sono due non perchè ve ne servano due ma perchè le ho provate e vanno bene entambe e poi qui, a qualcuno, l’aneto non fa impazzire.
Scegliete voi quale vi aggrada, qui la tendenza è timidamente per la Tzatziki.


Ah! Solo una puntualizzazione sulla mia diffidenza non è che sia proprio scomparsa del tutto, restano ancora all’indice Surimi, Tofu e Seitan

Ah!  Un’altra puntualizzazione, quelle in foto sono il risultato di 4 branzini, stavo preparando una cena per 16 persone, a dimostrazione del fatto che anche in dieta si possono cucinare cose degne per il palato!

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Gulash a modo mio

Volevo fare un Boeuf à la Bourguignonne ma poi non ho trovato le cipolline e avevo già parecchi ingredienti e allora ho deciso di improvvisare un gulash non canonico.
La stagione era sbagliata (primavera molto inoltrata), le temperature esterne lo sottilineavano implacabili e avevo anche a pranzo un ex cuoco (ma che forse prima o poi riprenderà ;-)).
Insomma si partiva in salita.
Ho tirato un lungo respiro e ho cominciato la sera prima del pranzo.
All’una e mezza del mattino era tutto pronto!
Nonostante l’ora, non appena ho alzato il coperchio, le mie papille gustative hanno cominciato a fremere e, d’altra parte, un assaggio era d’obbligo per capire il livello di sapidità.
Il risultato?
Impressionante!
Un brodo che è diventato una crema, una carne e delle verdure tenerissime che hanno contribuito ad un sapore incredibile, una varietà di consistenze, una struttura complessa e buonssima.
Ho chiuso tutto, a malincuore, e sono andato a dormire, conscio che il giorno dopo sarebbe stato anche meglio.

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I miei comfort foods: Spaghetti all’arrabbiata

Gli spaghetti all’arrabbiata sono una delle mie ricette preferite veloce, facile, gustosa e, soprattutto, piccante.
E io adoro il piccante!
Poteva anche questa non diventare uno dei miei comfort food?
In effetti dovrebbe anche essere Dieta Compliance.
E’ un piatto economicissimo (ma non rispamiate sugli ingredienti!).
Si può fare anche in tarda notte in luogo della solita aglio e olio.
Ovviamente, se la fate per altri, accordatevi sul grado di piccantezza ma DEVE essere piccante fatevene una ragione, se non piace il piccante fate altro.
Nasce nella cucina romana ma ormai è famosa in tutto il mondo.

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I miei comfort foods: Frantoiana

Questa è una ricetta che da il suo meglio quando fuori fa freddo e magari piove o, meglio, nevica.
Ciò non significa che non si possa mangiare anche in altre stagioni (anche se il cavolo nero non è che ci sia proprio sempre…).
Gli odori e i sapori che si sprigionano quando la si mangia riportano la pace nell’anima, tutto sembra più semplice.
Si viene proiettati in un tempo lento, un ricordo di momenti passati.
Un vero e proprio comfort food.
Una coccola del palato e del cuore.
Incredibile.
Questa zuppa è chiamata così perché originariamente veniva preparata nel periodo di produzione dell’olio di oliva nuovo, quando i frantoi erano nel pieno della loro attività.
Cominciamo col dire che quindi, se non avete olio appena spremuto, vi serve un olio EVO che deve essere saporito, qui l’olio è il protagonista e, con buona pace di dietologi e nutrizionisti, tanto, con queste dosi ne viene per 7-8 persone e poi sono solo verdure e un po’ di legumi.
E insomma!
Si vabbè c’è anche il pane ma lo si abbrustolisce, quindi dovrebbe andare.
Quindi Comfort Fodd ma anche adatto ad una dieta, ovviamente come pasto unico.
Ma poi, quando la mangerete, i sensi di colpa eventuali, evaporeranno.

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Salsa al Formaggio

La salsa al formaggio dà sempre un tocco in più.
E poi è buooooona! 
Ma non è amica del colesterolo, fatene un uso consapevole 😉
E’ da considerarsi una meta preparazione anche se poi, quando la si prepara, bisgna tenere lontani tutti quelli che la vogliono “assaggiare” altrimenti poi non vi basta per la prearazione a cui la volete associare.

Soluzione? Fatene di più!
Qui le dosi sono semplici 100, 100 e 1, basta moltiplicare…
Ah! Potete anche fare mix!

I fomaggi che potete usare sono tanti, tutti quelli a pasta dura ma anche tome e altri. Leggi tutto “Salsa al Formaggio”

Sformato di Porri con Salsa al formaggio

Ho sempre apprezzato molto la versatilità dei Porri, sono dolci e gustosi.
L’occasione era una festa (Natale, Capodanno o Pasqua) e c’era un vegetariano. Avere a che fare con vegetariani, impone di trovare qualcosa che stupisca anche loro.
Convinto che si potesse fare qualcosa di bello e festaiolo con i porri mi sono messo a cercare e dopo un paio di prove è nata questa ricetta.
L’ho rifatta varie volte ed è sempre piaciuta, quindi perchè non diffonderla?

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Il Filetto al pepe verde

Ho cercato più volte, negli anni di rifare questo piatto, ma fino a poco tempo fa non ero mai riuscito a risentire il tipico sapore che provavo le volte che lo assaggiavo in Francia o in qualche ristorante qui in Italia.
Il filetto al pepe verde infatti, come anche la zuppa di cavolo, i crostini toscani e altri piatti, pare avere una miriade di ricette molto diverse tra loro.
Il mio incontro con un libro un po’ particolare ha, finalmente, concluso questa ricerca…
Il libro in questione è di “qualche” anno fa: “Cuochi si diventa” di Allan Bay edito da Feltrinelli.
Alcuni storceranno il naso a sentire la fonte? Problemi loro, la ricetta viene da lì e, sinceramente, la trovo semplicemente perfetta.
Un ringraziamento quindi ad Allan Bay.

Questa ricetta fa parte dell’archivio, ogni tanto la rifaccio, ultimamante e la sto tenendo in considerazione per una certo incontro (pranzo/cena) ispirato agli anni ’80.

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Il Pesto genovese/ligure

Ci sono molti modi per farsi una pasta al pesto genovese/ligure.
La principale discriminante risiede proprio nel pesto (certo ci si potrebbe addentrare nella cottura della pasta, nella tipologia della pasta, marca della pasta, nella quantità di acqua, in cosa ci si ficca dentro all’acqua… Ma qui si parla di pesto!).
Quindi, tornando a noi, potreste:
1 Andare al supermercato/negozio e comprare un vasetto di pesto qualunque
2 Andare al supermercato/negozio e comprare un vasetto di pesto particolare
3 Comprare gli ingredienti per il pesto alla genovese/ligure e tritare il tutto con la mezzaluna
4 Comprare gli ingredienti per il pesto alla genovese/ligure ficcare tutto nel frullatore e tritare
5 Comprare gli ingredienti per il pesto alla genovese/ligure ficcare tutto nel frullatore, con l’aggiunta di un ghiacciolo o due, e tritare.

E, se siete in una delle prime 4 categorie, mi spiace, ma o non avete idea di cosa sia il pesto o ne avete una pallidissima idea…
Alternativamente potreste:
– Comprare gli ingredienti per il pesto alla genovese/ligure ficcare il tutto (oculatamente) in un mortaio in marmo e, con l’ausilio di un “comodo” pestello in frassino, accanirvi per un certo tempo sui prodotti ivi contenuti.

In questo caso avrete la sconvolgente esperienza di provare il VERO pesto.

P.s. vi chiederte perchè ho tenuto fuori la quinta categoria? Beh, è quella che più si avvicina al vero pesto e un po’ per il tempo, un po’ per il fatto che un mortaio non è una cosa che tutti possono avere in casa, è una spuzione più che accettabile.

P.s.2 i liguri potrebbero perseguitarmi ma SPERIMENTATE, usate anacardi, noci al posto dei pinoli, oppure pomodori secchi. Una vola che si comincia con i “pesti” l’unico limite è la fantasia!

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I miei comfort foods: La Pasta e Fagioli

La pasta e fagioli è un piatto storico per l’Italia, affonda le sue radici nel medioevo, grazie al suo basso costo e al suo alto valore nutritivo.  I faglioli arrivarono dall’America intorno al 1530 insieme ai pomodori e ai peperoni. Da allora viene preparate in moltisime
regioni italiane che oggi si contendono il titolo di primo genitore.
Ho fatto diversi tentativi per trovare una ricetta che mi soddisfacesse, l’ho inseguita per molto tempo, leggendo sui vari rircettari e, alla fine, grazie ai consigli di Gianmaria di it.hobby.cucina è venuta questa preparazione  che è una delle “versioni” più riuscita!

Ogni volta che la preparo è come se, attraverso di lei, si recupreassero ricordi antichi di inverni rigidi, persone strette intorno a una stufa e un pentolone che, sulla stessa stufa, ribolle dolcemente promettendo gioie future del palato e dell’anima.

Se questo non è un comfort food…

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