Incontri

 

Qui Troverete:


La Cena con Compagni di Viaggio

La vita di ognuno di noi è costellata di persone che per un certo periodo ci affiancano e ci donano allegria, complicità, serenità poi, magari all’improvviso, si rischia di perdersi di vista, costringendo quei momenti a far parte solo del nostro passato. Ogni tanto è bello incontrarsi nuovamente per strappare quelle sensazioni e quelle emozioni dal limbo dei ricordi e per riconfermarle e riaffermarle nel presente, ridandogli vitalità, forza, concretezza.

Magari intorno ad un tavolo, magari dopo un certo numero di ore passate a chiacchierare, scherzare e LAVORARE in una cucina AI CONFINI DELLA REALTA’.

La cena si è tenuta a casa di uno di loro*, e questa è stata per me la prima sfida, immaginate:
– un single
– che non ha la passione della cucina (“…stai alla cucina come un pingino all’Africa…”**)
– che ad una serie di domande (hai una bilancia? hai del cognac? hai un mixer? hai una teglia in vetro? hai la carta forno?…) risponde indefessamente “NO”
– che su quattro fuochi ne può utilizzare solo tre
– che non ha cucchiai di legno manco ad ammazzarlo
– che ha un numero di posate alquanto ristretto
– che ha prese della corrente, in cucina, sparpagliate in modo molto bizzarro da un elettricista con un evidetemente spiccatissimo “sense of humor”***

La seconda sfida è consistita nel trasportare QUASI tutto il necessario e le derrate alimentari da casa mia al luogo dell’appuntamento (incluso un mortaio in marmo che dopo il “NO” della carta da forno mi sono risparmiato di chiedere e mi sono portato appresso di mia iniziativa).

La terza sfida è stata trasformare una masnada di individui maschi avvezzi ai fornelli in modo molto poco omogeneo (si va da un “Si usano anche quelli?!?!” – riferito ai gambi dei carciofi – ad una certa conoscenza dei principi della cucina passando per un: “e con questo che ci devo fare?” – riferito da individuo che con in mano un pestello fronteggiava un mortaio colmo di pepe verde, per arrivare ad un: “non vorrai frullare a quest’ora?!?!” – esternato da un individuo evidentemente convinto che un trapano, una lavatrice con la centrifuga e un frullatore, in fondo, sono la stessa cosa…) in una specie di “brigata di cucina” in versione estremamente minimale.

Posso dire da subito, e con mia enorme soddisfazione, che le tre sfide sono state tutte vinte. Abbiamo preparato tutto, terrorizzato un gatto, cotto tutto e mangiato fino all’ultima portata… e nessuno è stato male!

Ma passiamo al menù.

Antipasti
Crema di Acciughe
Lardo con Miele di Rosmarino
Toma a cubetti con Miele di Rosmarino
Carciofi ripieni
Frittura di Cipolle e Carciofi

Primi
Pasta e Fagioli
Tagliatelle ai Funghi Porcini
Penne al Gorgonzola, Groviera, Pere e Noci

Secondi
Filetto al Pepe Verde
Flan di Porri con Parmigiano

Se escludiamo la pasta e fagioli, che è stata fatta in precedenza per ovvi motivi di tempo e resa, tutto il resto è stato preparato sul momento e ha impegnato l’allegra brigata dalle 19.00 alle 0.35 (ora in cui spegnevo l’ultimo fornello).

Il risultato, almeno a perer mio, è stato veramente molto buono.
La masnada di pellegrini si è trasformata in un’efficiente ed efficace brigata da cucina. Il clima, divertente e rilassato, ci ha accompagnato per tutta la serata, alternando momenti di preparazione a momenti di assaggio, in un rutilante susseguirsi di portate che ha spostato il momento del commiato all’una del mattino.

Unica cosa non preparata da noi i dolci: avremmo rischiato di vedere l’alba.

Stanco ma molto, molto, felice mi sono diretto verso casa con i miei strumenti (le derrate sono state consumate) e 50 KG di riso Carnaroli (che mi sono stati portati in occasione della cena da uno dei commensali… per futuri risotti…).

Che dire: COMPLIMENTI a Carlo, Bruno, Marcello e Stefano!
SIETE STATI TUTTI FANTASTICI!

Ed ora qualche testimonianza dell’evento

 Crema di Acciughe

 

 

 

 

Lardo e Toma a cubetti con Miele di Rosmarino
 

 

Carciofi ripieni
 

 

 

Frittura di Cipolle

 

 

 

 

Frittura di Carciofi

 

 

 

 

 

Pasta e Fagioli

 

 

 

 

 

Tagliatelle ai Funghi Porcini

 

 

 

 

 

Penne al Gorgonzola, Groviera, Pere e Noci

 

 

 

 

 

Filetto al Pepe Verde

 

 

 

 

 

Sformato di Porri con Parmigiano

 

 

 

 

 

*La vista della cucina mi ha fatto tornare alla mente uno dei punti del “Discorso di iniziazione” di Anthony Bourdain:” Prendete le cose con umorismo. Ne avrete bisogno”.
**Frase pronunciata dopo l’ennesima risposta “bizzarra” a seguito di una “leggittima” e quantomai “sensata” richiesta da parte del cuoco presente
(cioè lo scrivente)
***Una di queste famose prese è stata addirittura rinvenuta ad una trentina di centimetri dal soffitto, casomai si dovesse frullare qualcosa sopra un pensile!

 

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Il Capodanno 2005/2006

Un capodanno intimo, una grande amica di lunga data, una compagna meravigliosa, una straordinaria piccola, un menù molto particolare. Questi gli ingredienti di questo fantastico capodanno.

Io e Claudia (una grande amica di lunga data) si era deciso il menù due giorni prima (si, lo so, decisamente all’ultimo… ma noi siamo fatto così…) e, più che un menù era una sfida sotto diversi punti di vista:
– saremmo riusciti a preparare tutto?
– sarebbe stato tutto mangiabile?
– saremmo riusciti a mangiare tutto in soli 3 e mezzo?

Il menù, nelle nostre intenzioni, doveva attraversare diverse nazioni*.
(*…e poi io dovevo ASSOLUTAMENTE provare il kit da sushi, con relativo libro, regalatomi, appunto, da Claudia!!!!)

Ma iniziamo dal menù che avavamo deciso.

Antipasti
(Spagna)
Empanadillas di olive e prosciutto
Salsiccia al vino bianco
Spiedini di manzo alla spagnola
Polpette piccanti
Tostada
Crocchette di prosciutto e funghi
(Messico)
Salsa di pomodoro
(Giappone)
Hoso Mazi Zushi

Primo
(Cina)
Riso basmati ai Tre Sapori

Secondi
(Francia)
Filetto di Maiale alle prugne

Dolce
(Internazionale)
Cioccolato alle spezie

E ora passiamo a quello che abbiamo fatto veramente e nell’ordine giusto!

Antipasti
(Giappone)
Hoso Mazi Zushi
(Spagna)
Olive farcite
Empanadillas di olive e prosciutto
Salsiccia al vino bianco
Spiedini di manzo alla spagnola
Tostada
(Messico)
Salsa di pomodoro

Primo
(Cina)
Riso basmati ai Quattro Sapori

Secondi
(Francia)
Filetto di Maiale alle prugne

Contorno
(Italia)
Insalata di Funghi e Parmigiano

Dolce
(Internazionale)
Cioccolato alle spezie

Bevande
Acqua (Coop)
Barolo 1997
Valdobbiadene Prosecco Millesimato

Le differenze tra i due menù dipendono da alcuni imprevisti di percorso (tipo una rumorosa, ingombrante e tenerissima piccola…) che hanno fatto rivedere l’operato dei due chef e mezzo (la compagna meravigliosa) in corso d’opera.

Incominciamo subito a dire che la sfida è stata QUASI completamente vinta: ci siamo dimenticati in cucina l’Insalata di Funghi e Parmigiano. Ma l’abbiamo mangiata, e con molta soddisfazione, il giorno dopo.

Il pomeriggio ha visto intense e concitate preparazioni per arrivare alle 21.30 a sederci a tavola. Tutto Ottimo!!!
Per non parlare dei vini.

Compreso il sushi che, per essere un primissimo esperimento, in una serata non esclusivamente dedicata a lui, mi ha davvero molto entusiasmato e soddisfatto (…e incoraggiato a preparare una serata, appunto, interamente dedicata alla cucina Giapponese!!!!!! Ho già in mente gli invitati, o le vittime…).

Questi pomeriggi di cucina sono veramente fantastici! Cucinare con Claudia poi è sempre un piacere! Peccato che siano così rari!

Che dire: Buon 2006 a tutti da me, Claudia, Anna e la Piccola!
E GRAZIE A TUTTI PER LA STRAORDINARIA GIORNATA!

Ed ora qualche testimonianza dell’evento

Hoso Mazi Zushi

Ecco il famoso Zushi, fondamentale il coltello in ceramica sempre molto bagato (grazie Fabrizio!). Il primo rotolo (e si vede!) è stato quello al centro con pescespada. Gli altri rotoli sono con salmone (…e io ci avevo preso di più la mano!).

Olive farcite

Tolte dal barattolo. No comment.
Erano avanzate dalle Empanadillas!
Empanadillas di olive e prosciutto

Facili, ma la forma giusta è la seconda (fatta apposta per la foto!) nelle altre siamo andati di fantasia: saccotini, caramelle, bastoncini…

 

Salsiccia al vino bianco

 

La ricetta riginale prevedeva la salsiccia di vitello ma, quando l’ho chiesta a tre macellai mi hanno guardato come un pazzo esaltato…

Spiedini di manzo alla spagnola

 

 

La sublimazione dell’aglio

 

Tostada e Salsa di pomodoro

 

 

La sublimazione delle cipolle

 

Riso basmati ai Quattro Sapori

il Riso, le ricette di questo e dei relativi sapori le dovreste chiedere a Claudia ma lei me le a gentilmente messe a disposizione e quindi le trovate nella sezione “Primi”

Primo Sapore: Salsa di Gamberetti

 

 

 

 

 

Secondo Sapore:Salsa di Peperoni con burro aromatizzato
Terzo Sapore: Salsa alle Verdure

 

 

 

 

Quarto Sapore: Salsa ai Funghi

 

 

 

Filetto di Maiale alle prugne

 

Buono, ma la ricetta originale è un delirio, rivista e corretta è molto più umana!

 

Insalata di Funghi e Parmigiano

 

Facile facile e buona buona…

 

 

Cioccolato alle spezie

Cioccolata (amara e al latte), peperoncino, cannella, vaniglia…

…la polvere sopra è noce moscata

 

 

Barolo Arione Sori dell’Ulivo – Gigi Rosso – Riserva 1997

Una favola

 

 

Valdobbiadene Prosecco Millesimato

Ho già detto “una favola”?

 

 

 

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Il capodanno 2005/2006 di Fabrizio

Forse vi ho già detto che lo ritengo un cuoco (e non solo) eccezionale…
Le sue ricette e iniziative, quindi, hanno pieno diritto di inserimento.
Così un giorno gli ho chisto: “Ma tu a capodanno cos’hai cotto?”

Ecco il risultato:

L’Antica Bottega dei Sapori
Presenta:
Menu di capodanno (2005/2006)

Amouse bouche

Pacchettini di asparagi al profumo di limone
(asparagi congelati fatti su nella sfoglia)
Piccoli ventagli al pesto di Trapani ed alle olive
(la stessa sfoglia di prima con avanzi di antipasti in barattolo)
Triangolini croccanti alla feta e menta ed alla salsiccia piccante
(involtini primavera, alcuni ammuffiti, altri con un cane morto dentro)

Antipasti

Coppia di mousse della casa con crostoncini romagnoli
(tremendo avanzo di gastronomia pesantissimo con piadine comprate al supermercato)
Polpettine di quaglia alla maniera scozzese
(orribile concentrato di colesterolo racchiuso in una pallina da ping pong)

Primi

Lavagnette fragranti alle verdure invernali
(pesantissimo pastone indigeribile)
Ravioli di magro e loro salsa
(paciocco di qualcosa con roba verde dentro)

Secondi

Pan de Jamon alla Venezuelana
(rotolo del Mar Morto senza però tutte quelle balle sui comandamenti)
Cotechino secondo tradizione
(leggermente sopra la merda precotta da 4 euro)

Contorni

Piccole lenticchie verdi stufate
(grumo paludoso verde cotto in una pentola per ore ed ore)

Dolci

Panettone di tradizione
(regalo spudoratamente riciclato del panettiere sotto casa)
La Gran Pastiera Napoletana alla moda del casato Volpe
(patetico tentativo di imitazione di qualcosa di buono)

Bevande

Acqua di sorgente a temperatura di emissione
Vini Nebbiolo, Gavi ed Arneis
Spumante brut e dolce
Passito Ben Ryè di Donnafugata 2003

Caffè e friandises

Impressionante vero?

Non resta che adularlo il giusto per avere ricette, commenti e magari foto dell’evento!
Che altro dire? Un vero peccato non esserci stati…
Ve lo posso garantire.

Ovviamente il testo tra parentesi è suo…

Ovviamente il menù era contenuto in un rigoroso pdf completo di fronzoli e font pretenziosi…

Ovviamente se lo volete è a disposizione, sono più di 500 Kb.

Ovviamente verrà inviato su richiesta.

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La Seconda Cena con Compagni di Viaggio

Secondo appuntamento con i valorosi combattenti di un triste, molto triste posto ma di un bel periodo… Questa volta si è cambiato casa, niente più prese elettriche a prova di trapezista, gatti in preda a terrori atavici, avventure esotiche alla ricerca di frullini o remake del serial MacGyver per riuscire ad ottenere un cucchiaio di legno da una credenza.

Non una cucina uscita dal campo delle giovani marmotte ma semplicemente una cucina dove c’era tutto ma TUTTO!
Insomma una vera delizia per i miei occhi!

Grazie di cuore quindi ai due squisiti ospiti e andiamo a descrivere la serata.

Dopo alcuni interessanti contatti con gli indigeni locali per trovare l’ubicazine esatta dell’appartamento, sono approdato, ho scaricato tutti gli alimentari e gli strumenti e ci siamo messi al lavoro. Istruiti gli aiutanti all’uso di mortai, coltelli et similia, si è passati all’azione poi, dopo aver visto alcune performace molto toccanti, ci siamo interrotti e abbiamo fatto una seconda sessione di formazione all’uso di mortai, coltelli et similia e si è ripartiti di slancio. Tutto è filato liscio, la serata è risultata piacevolissima e il dolce (una simil torta 900 che ha rischiato alcune traversie legali per plagio) ha concluso questo secondo incontro.

Io ho rimediato due bruciature da forno (eccezinale pure lui) di cui mi sono avveduto il giorno successivo, per un cuoco sono come le cicatrici di un combattente…

Ma passiamo al menù.

Antipasti
Gateau di patate e funghi
Flan di zucchine
Anelli di cipolla fritti (a grande richiesta)

Primi
Linguine al pesto

Secondi
Branzini al cartoccio
Torta Morbida di formaggi misti con accompagnamento di marmellata

Vino
Dolce
Caffè

Alcune considerazioni

Più sale
Più pesto

Una speranza

Che Carlo la smetta con questo tormentone dell’essere quasi vegetariano

Un grazie a tutti per la partecipazione e ALLA PROSSIMA!!!!!!!

P.s. Ancora una menzione per la splendida cucina!!!!
P.s.2 NON TROVO PIU’ LE FOTO!?!?!?!?!?!?!
Appena rifaccio i piatti le metto su!
Promessa di Langoliere!

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La Mia Prima Cena Giapponese

Ci avevo girato intorno un bel po’, diciamocelo, non mi sentivo all’altezza.
Un timido tentativo un capodanno, molte letture, una cuoci riso ma ancora non mi sentivo pronto.

Poi un bel giorno ho deciso, “mi butto”, mi sono detto.

La scusa mi è stata data da una coppia di amici che da tempo mi dicevano: “Perchè non proviamo il Giapponese?”.
Io (che lo avevo già provato e che ne ero stato FOLGORATO!) ho rilanciato: “Ma perchè non proviamo da me? Così, prima di spendere una cifra, capite se vi piace!”

Dire che mi sono pentito pressochè subito è dire poco: Io che faccio una cena Giapponese per far capire a qualcuno se gli piace la cucina giapponese?!?!?! Ma chi mi credevo di essere?!?!?!?

Ho passato due settimane discretmente bestiali:
comprato nuovo libro (Canova Tura Graziana, Il Giappone in cucina, Ponte alle Grazie, FANTASTICO),
letto un sacco su Internet,
fatto domande (MOLTE, grazie Eugenio) ad amici con congiunti giapponesi,
comprato materiale (ma niente scatola per sushi inscatolato ACCIDENTI!!!!)

Quindi mi sono messo all’opera: sono andato in un meravilgioso posto in fatto di cibo a chiedere del pesce di qualità ALTISSIMA, MASSIMA, SUPREMA.

Quando ho detto al pescivendolo cosa volevo e perchè lo volevo credo che il suo sforzo per resistere ad impulsi omicidi nei miei confronti sia stato considerevole (oltre che ammirevole).

Ho comprato tonno, salmone e pesce spada, si, lo so, gusti semplici, niente di molto particolare, ma il pesce palla lo avevano finito!

Il tardo pomeriggio ho cominciato: ho schierato tutti i miei strumenti sul tavolo della cucina, ho fatto qualche minuto di training autogeno, ho preparato un mare di riso, ho preso la paglietta di rito, l’alga, il wasabi e il pesce ed ho cominciato a fare rotolini e rotoloni.

Buttati i primi due poi, mano mano che arrotolavo ho preso la mano e il mio fido coltello in ceramica (sempre bagnato) non mi ha abbandonato!

Poi sono passato al sushi adagiato sul riso.
Ho fatto tante piccole polpettine di riso, ho steso il solito velo di wasabi e infine ho adagiato il pesce

Quindi ho preparato il tavolo, ho cercato di seguire alcuni dettami di preparazione ma so di aver toppato in alcuni (molti) punti!

La tavola appariva così

 Una vista d’insieme

Infine ci siamo seduti, ho dato alcune istruzioni di massima sull’uso di bastoncini e salsa di soia e abbiamo mangiato.

Cosa è successo?

Dunque, un cuoco giapponese avrebbe fatto (o mi avrebbe obbligato a fare) harakiri molto prima di posare il primo piatto sul tavolo, ma a me è piaciuto (certo, considerando le mie possibilità), a Giancarlo anche, Anna ha gradito con un tiepido entusiasmo (il che, per me, era già di per se’ un successo critico!), Marinella invece ha scoperto che lei e il wasabi proprio non vanno d’accordo.
Neanche quel sottilissimo velo tra il riso e il pesce.

Considerazioni finali

Prova sicuramente migliorabile ma già soddisfacente.
I Roll (o Maki) più grossi necessitano di qualche abbinamento in più: verdure e frittate (le avrei fatte ma il tempo non mi è bastato sigh!)
Forse ho un po’ esagerato anche se, a onor del vero, un commensale è “venuto meno” causa wasabi.
Comunque ho esagerato, di pesce ne serve abbastanza poco, una cosa che devo cercare di schiantarmi in testa!

Prima o poi ripeterò ma quella volta cercherò di avere la padellina quadrata e la scatola per il sushi pressato

Pensandoci bene anche la “scusa” della cena è stata rispettata: probabilmente la mia cena non è (per essere molto gentili) molto paragonabile con una vera cena giapponese ma, se scopri che non ti piace il wasabi, il sushi non fa per te…
…se la scoperta avviene a casa di un amico ti sei risparmiato un discreto esborso.

Molta la soddisfazione del mio ego quando la congiunta giapponese, vista la foto, mi ha fatto pervenire i complimenti, forse si trattava della consueta gentilezza orientale, ma il mio ego, su certe questioni, non va tanto per il sottile!

Buone pentole, in bocca al forno e al prossimo esperimento!

Il Langoliere

 

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La Terza Cena con Compagni di Viaggio

Terzo appuntamento, ormai quasi una tradizione…
Anche questa volta nuova casa e nuova cucina.

Questa cucina differiva dalle due precedenti, beh, rispetto alla prima era una cucina (ma alcuni uccellini mi dicono che Carlo abbia messo su una nuova cucina… occorrerà testarla…)
Rispetto alla seconda potrei dire che era la sua versione speculare: moderna la seconda tradizionale la terza.
Se nella prima c’era il microonde ed un forno che rischiava quasi di avere una coscienza di sè qui era presente, oltre ai normali fornelli e forni, una meravigliosa stufa con annesso forno a legna!

Il luogo della cena era piuttosto lontano ma, grazie a dio (e a Bruno prima, e Stefano poi), non mi sono dovuto affidare al mio gps.
I commensali, questa volta, erano DIECI!!! Una bella prova!

Ma passiamo al menù:

Antipasti
Crostini di carne e formaggio
Sformatini ai peperoni coperti da bagna caoda leggera
Strudel di patate

Primi
Zuppa di farro
Rigiatoni al ragù di quaglie
(anche se dovevano essere piccioni…)
Fusilli provolone e cipolle rosse

Secondi
Arrosto di maiale alle prugne
Tortino Provenzale

Vini
Dolce
Caffè

Alcuni piatti erano stati preparati in precedenza, a casa mia, dove ho potuto beneficiare del valido aiuto della mia fidata aiutante Anna.

Inizio preparazione dei piatti ore 21.30 ora conclusione 2.30.

Considerando che la mia aiutante non era tra i commensali, praticamente una santa!

Nella notte erano stati preparati:
Zuppa di Farro
Sformatini di Peperoni
Tortino Provenzale

Le preparazioni sono poi continuate al pomeriggio che ha visto:
la bagna caoda (per gli sformatini) sempre preparata da Anna
il sugo del ragù di quaglie
le patate lesse (che sarebbero poi servite per gli strudel)

Se vi state chiedete cosa c’entravano le quaglie, occorre spiegare che i piccioni hanno incontrato alcune difficoltà di orgine psicologica
(i commensali si sono rifiutati di mangiarli! Che la divinità locale li perdoni…).
Si è quindi dovuto ripiegare sulle quaglie…

Ma torniamo a noi, il Bruno trasportatore sarebbe dovuto giungere verso le 18.30 ma ha preferito fare un’improvvisata un’ora prima.
L’improvvisata gli è costata la “disossazione” delle 6 quaglie coinvolte nel ragù…
Finito il ragù ci siamo preparati alla partenza, abbiamo impacchetato tutto e…
…ci siamo dimenticati il Tortino Provenzale.
Ce ne siamo ricordati quando ormai era troppo tardi, ci siamo rammaricati per un tre minuti per il povero Carlo (il vegetariano a cui era destinato) e abbiamo proseguito.
Incontriamo Carlo per strada, gli comunichiamo che il suo secondo era a svariati km di distanza all’interno del mio forno, e proseguiamo.
(Ah! Per inciso, il tortino provenzale era veramente buono. Spiace… Vorrà dire, Carlo, che te lo rifarò la prossima volta)
Finalmente, dopo un dieci minuti di guida degna dei migliori rally, giungiamo a casa di Bruno.
Qui veniamo accolti (nell’ordine) da un Mitzy (il gatto) terrorizzato, da Lidia (la padrona di casa) e da Francesca, Beatrice e Letizia (le ragazze di casa).
Incomincio a schierare tutta la mercanzia e, in poco tempo, occupiamo tutti gli spazi liberi; Lidia, vedendo la cosa, prende la palla al balzo, e ci chiede di far notare a Bruno che le servirebbero delle mensole.
BRUNO: E METTILE QUESTE MENSOLE!!!!!! MAGARI ANCHE UN PIANO DI LAVORO ADDIZIONALE (contro la parete dove c’è la porta, sotto le potenziali mensole), VISTO CHE E’ LIDIA CHE CUCINA ALMENO METTILA A SUO AGIO!
Ci raggiungono Laura e Marcello.
Scopriamo che tra poco Laura e Marcello diventeranno Laura, Marcello e Jacopo, momento di congratulazioni e felicitazioni, e cominciamo a metterci al lavoro!

Bruno è stato messo a mischiare Crescenza e salsiccia (per i crostini).
Lidia ha tritato tutta la groviera francese a disposizione (per il sugo di cipolle rosse e groviera) e poi si è dedicata alla scelta del coltello per tagliare il pane per farne crostini.
Lidia e Laura si sono occupati egregiamente* di montare a neve gli albumi (per lo strudel di patate).
Marcello mischiava patate, burro, tuorli e albumi montati a neve (per lo strudel di patate).
E Carlo?
Dopo aver visto la sua faccia alle affermazioni: “Chi monta a neve gli albumi?” e “mi passi il mixer ad immersione”, è stato ridotto a leggio umano con facoltà di lettura**.
Io mi sono dedicato ai medaglioni di filetto di maiale alle prugne.

In tutto ciò mancava ancora un partecipante: Stefano.
Stefano continuava a chiamare sperso per quelle triste lande, sarebbe arrivato poco dopo. Sensibilmente provato.

Intorno alle 21.30 ci siamo seduti a tavola (un grande ringraziamento alla pazienza delle tre ragazze) e, mentre primi e secondi finivano le loro cotture, abbiamo stappato gli ottimi vini (un Rubesco Umbro portato da Marcello e un Nero D’Avola fornito dalla casa) e attaccato senza pietà gli antipasti.
Lo strudel mi ha stupito, non me lo facevo così buono (chissà, forse il forno a legna!?!?!), anche se un po’ di pancetta…
…MA CARLO E’ VEGETARIANO!!!!!

I crostini sono stati una bella conferma

Gli sformati di peperoni con bagna caoda buoni e delicati come me li ricordavo… Grazie Livio!!!! (Livio è il cuoco che me li aveva preparati nel suo locale e che, molto generosamente, mi ha dato le dritte per rifarli! NdL)

Passiamo ai primi
In cucina si è consumato un interessante match tra Stefano e Bruno sul concetto di acqua che bolle.
Ha (grazie a dio) vinto Stefano.
La Zuppa di Farro: mancava di sale e, se ci fosse stato un osso del prosciutto…
…MA CARLO E’ VEGETARIANO!!!!! E IO SONO TROPPO ONESTO!!!!!

I fusilli alle cipolle rosse e groviera buone, particolari, delicate, dolci e da consumare in non grandi quantità.

I rigatoni al ragù di quaglie, seppur buoni, sinceramente, mi hanno un po’ deluso, il tutto è risultato forse un po’ troppo “soave”, magari facendo uso di qualche alcol più brusco del vino bianco… mah!
Ah! Anche le quaglie pare che, per alcuni, sollevino pesanti questioni morali… vero Marcello?

Quindi il secondo (come ho già detto il tortino era stato dimenticato), dopo una ricottura veloce (per tutti) e una ricottura lunga (per Laura) dei filetti, si è giunti ai filetti di maiale alle prugne.
Buoni.
Ormai un classico, riescono sempre e piacciono.

Infine il dolce (come al solito non l’ho fatto io) preparato da Lidia, un’ottima torta al cioccolato con panna montata.
Molto Buona!
L’abbiamo mangiata anche se ormai satolli. (A dimostrazione che era buona!)
Peccato che le piccole fossero cià tutte nel mondo dei sogni, spero che il giorno dopo ne abbiano fatta un’allegra scorpacciata!
Quindi stanchi, ma felici, ci siamo diretti verso casa.
Alcune considerazioni

La mia considerazione finale è che anche la sfida di metterne a tavola dieci è stata superata e poi altri sette piatti entrano a far parte del mio piccolo sito e della mia esperienza!
EVVAI!

Al prossimo incontro dunque…
…grazie a tutti e…
..Marcello e Laura in bocca al lupo!!!!

* L’egregiamente deriva dal fatto che, alcune delle prese individuate per attaccare un frullino, distavano alcuni millimetri dai fuochi da un lato e dalla stufa dall’altro. La cosa quindi metteva a rischio di scottature proverbiali o, nel caso di fusione del filo del frullino, ad un vero e proprio elettroshock.
** Ad onor del vero, Carlo, prima delle sopracitate esternazioni, si era espresso in una notevole (e per lui “commuovente”) prova di “prendi la cipolla tegliala a metà e poi tagliala di nuovo a metà”

P.S. Anche questa volta ho rimediato una bruciatura… ma questa volta a casa mia, durante le pre-preparazioni
P.S.2 LE FOTO (dei piatti), questa volta, me le sono dimenticate!?!?!?!?!?!?!
Appena rifaccio i piatti le metto su!
(Si, lo so l’ho già detto anche l’altra volta…)

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Il capodanno 2007/2008

Un altro anno è passato, certo che nel 2007 ne (me ne) sono capitate di cose!
Incidenti, ossa rotte, lavori stressanti, incontri con belle persone e scontri con persone marce dentro (che hano di molto fatto roteare le palle), la radio, lucca e le sue stranezze, il gioco di ruolo ricominciato, una nuova (e difficile) tecnica per dipingere le miniature, la seconda scacchiera, gli amici nuovi e quelli vecchi, nuove ricette, nuove cene e nuove miniature… vabbè, ma quelle sono altre storie, ora passaimo alla serata… e alla cena!

Un capodanno con bimbi (TANTI), ci hanno quasi superato in numero! Ma noi “grandi” abbiamo resistito all’assalto: 5 adulti e 4 bimbi, tanto rumore ma molto divertimento e qualche scottatura (questa volta non mia!!!), ma andiamo con ordine.

Il pomeriggio è stato usato per preparare la cena (alcune preparazioni erano state fatte la sera prima), ma il menù non doveva/poteva essere molto lungo o complicato: provate voi a tenere 3 quattrenni (o quasi) e una duenne intorno ad un tavolo per più di 45 minuti!
Quindi, per i piatti, grandi classici che mi/ci permettesero di non restare “arroccati in cucina” ma che ci dessero la possibilità di controllare gli stati umorali dei piccoli terremoti ambulanti.
Il pomeriggio prima ho fatto una parte della spesa.
La sera prima mi sono occupato dei peperoni per lo sformato.
La mattina presto mi sono procurarato i filetti di maiale e gli agnolotti mignon.
Dopo pranzo ho cominciato a cucinare (per la precisione, dopo un sonnellino di un’oretta, dopo pranzo).
Ma basta descrizioni e passiamo al menù.

Antipasti
Sformatini di peperoni con Bagna Caoda leggera
Crostini con salsiccia e crescenza
Crostini con Zacusca*
Cubetti di Gorgonzola piccante con miele al rosmarino
Tostada

Primo
Agnolotti mignon con ragù a base di sugo d’arrosto

Secondi
Filetti di Maiale alle prugne

Dolce
Torta Saint Honorè**

Bevande
Acqua Naturale Filtrata
Acqua Frizzante Lurisia
Chianti Natale Verga 2006
Moscato Bosio

La serata è iniziata presto, ore 19.30 sono arrivati i primi ospiti alla spicciolata, io stavo ancora finendo alcune preparazioni, Anna preparava la bagna caoda leggera.
I bimbi hanno cominciato a giocare, litigare, fare la pace, giocare, litigare, fare la pace, giocare, litigare, fare la pace, giocare, litigare, fare la pace, giocare, litigare, fare la pace, giocare, litigare, fare la pace, giocare, litigare, fare la pace.

Alle 20.30 ci siamo seduti TUTTI a tavola, si vabbè chi più rumorosamente chi meno, ma ci siamo seduti tutti. Sono arrivati i primi antipasti, grande successo per lo sformatino con i peperoni, i crostini con salsiccia piacciono sempre e un successo altalenante per la gorgonzola con il miele (ovviamente deve piacere il sapore della gorgonzola, altrimenti…). Finiti gli antipasti un piccolo ospite si è alzato e ha cominciato ad errare in cerca di giochi.

E’ arrivato il primo: un kilo di agnolotti mignon (espressamente richiesti mignon da una dei piccoli ospiti). Tutti li hanno mangiati (tranne lo gnomo che si era alzato in percedenza e che ha temporeggiato con un diplomatico “sono troppo caldi”) appena finiti gli altri due gnomi quattrenni hanno raggiunto il primo e non li si è più visti a tavola fino al dolce. La duenne, con un’encomiabile calma serafica bocconcino dopo bocconcino ha continuato…

Arriva il secondo, filetti di maiale con le prugne, tutti i “grandi”, chi prima, chi dopo (qualcuno doveva pur controllare i piccoli non si uccidessero utilizzando qualche cosa in casa), li hanno mangati e ci sono pure stati dei bis! Qui il chianti ha mostrato tutta la sua possanza. Ottimo vino. La duenne, con un’encomiabile calma serafica bocconcino dopo bocconcino ha continuato…

Momento di pausa, lungo momento di pausa nel quale i piccoli si sono divertiti ad esplodere quelle che mio padre chiamava le castagnole, delle specie di cipolle piccolissime con un fili ad un’estremità che, scagliate per terra producono un botto (probabilmente ai tempi di mio padre le facevano marroni e a lui ricordavano le castagne, oggi, i cinesi, le fanno bianche e a me ricordano le cipolle, chiaro no?). La duenne, con un’encomiabile calma serafica bocconcino dopo bocconcino ha concluso, ha valutato le attività dei quattrenni… ed ha girato al largo.

Dopo le cipolline esplosive si è passato alle stelline di scintille quelle del tipo prendi bastoncino-avvicini punta di bastoncino ad una fiamma-bastoncino comincia a produrre un mare di scintille-bastoncino smette annerendosi-occhio bastoncino resta molto caldo per qualche secondo.
L’ultimo punto non è stato ben compreso in teoria da due delle quattrenni che hanno avuto bisgno della conferma pratica. Due ditina un po’ abbrustolite, una conferma ad una teoria non molto convinvente, un ricordo duraturo. La duenne ha visionato anche le stelline e ha deciso che non era ancora il momento andando a fare altre cose più rassicuranti (ad esempio farsi coccolare dalla mamma).

Arriva la torta, tutti ci si lanciano sopra (per un attimo è sembrato che qualcuno avesse tolto l’audio alla serata), nel complesso buona, industriale, ma buona.

Io mi sono eclissato, dopo la torta, per effettuare un nuovo esperimento: si riuscirà a confezionare quattro pacchetti per i piccoli con i seguenti materiali:
-4 tazze
-4 confezioni di caramelle (tutte molli)
-carta da pacco
-nastro per pacchi
-scotch

in meno di 8 minuti (erano le 23.52), e stappare anche una bottiglia di moscato da versare in 5 flute per brindare all’anno nuovo?

E il mio momento di Art Attack è cominciato!

Provate diverse configurazioni che comprendessero carta, caramelle, scotch, tazza e nastro ma alla fine ne è uscito qualcosa di dignotoso in 6 minuti scarsi.

Fatti pacchi ho intimato un: “ACCENDETE LA TELEVISIONEEEEEEEEE”

Ho stappato il moscato (non potevo aspettare il conto alla rovescia, ci voleva il cavatappi), versato nei calici e…
9
8
7
6
5
4
3
2
1

!!!!!BUON ANNO!!!!!
!!!!!FELICE 2008!!!!!
!!!!!!!!AUGURI!!!!!!!!

Ottimo il moscato e poi, dopo la guerra di botti scoppiata in strada (che ha causato qualche piccola ansietà ad alcuni piccoli ospiti), i bimbi hanno spacchettato i loro pacchetti…

…e il 2008 è iniziato.

*Proveniente da un vasetto su cui era scritto Zacusca – per bruschetta – proveniente da coltivazione biologica. Sinceramente e personalmente non entusiasmante.
**Marca Sanson, vi ho già parlato del mio rapporto con i dolci e la loro preparazione, vero?!?!

Si, lo so, mancano le foto, ma i commensali avrebbero pensato che fossi un pazzo se mi fossi messo a fare le foto ai piatti prima di portarli… già quando ho detto che avevo un sito su cui scrivevo le ricette…

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