S. W. S. – Il Segreto di Yoda – Episodio 02×1

Riporta Damian

Siamo dentro al relitto.
Tareb cerca di recuperare dal sistema del relitto della nave una sua mappa e ottiene una proiezione olografica della nave che ci invia.
Siamo in una zona verso la poppa della nave.
Andiamo verso la prua, attivo la spada laser. Quanto tempo che non lo facevo in pubblico!

Milla e Binghal ci monitorano attraverso gli occhi di PAT-21.

Procediamo per un lungo corridoio che sbuca su una balconata che attraversa la stiva.
Siamo praticamente su un ponte vicino al soffitto. Di sotto vediamo due ARC-170 che paiono un po’ danneggiati da lievi bruciature e un Camminatore AT-AT.

ARC-170

C’è stata chiaramente una battaglia, di sotto si possono vedere decine di corpi di cloni.
Il camminatore sembra spostato in una posizione non “normale”.

AT-AT

Molti corpi sono stati sballottati dall’impatto con l’asteroide.
Ci sono molte armi Blaster qua e là, di per sé un bottino già interessante. Immagino già gli occhi di Milla brillare intensamente.
Noto dei curiosi danni da erosione sul ponte vicino a noi, un buco di circa 20 cm. Quello non è fatto da un’arma, penso.
Intanto, sul Quadjumper, Milla e Binghal ci comunicano che stanno ripulendo la zona e restano pronti in caso si debba fare una fuga improvvisa. Cioè? Noi siamo qui che andiamo allegramente in giro per una nave fantasma e loro stano ramazzano il posto?

I Vermi

Quei buchi non mi convincono, avvicino la spada laser e noto che il buco scende nel ponte e poi vira, quasi fosse stato fatto da qualcosa che scavava.
Intanto, sul Quadjumper, Milla e Binghal ci comunicano che stanno ripulendo la zona e restano pronti in caso si debba fare una fuga improvvisa. Cioè? Noi siamo qui che andiamo allegramente in giro per una nave fantasma e loro stano ramazzano il posto?
Quei buchi non mi convincono, avvicino la spada laser e noto che il buco scende nel ponte e poi vira, quasi fosse stato fatto da qualcosa che scavava.
Procediamo e arriviamo nel punto centrale della stiva, c’è un incrocio, il nostro ponte si incrocia con un secondo ponte.
Sotto c’è un altro camminatore. Secondo me Milla ha in mano un calcolatore e sta facendo i compiti, altro che le pulizie!
Ai lati destro e sinistro del secondo ponte ci sono degli ascensori, dritto si procede sul livello inferiore.
Procediamo verso l’ascensore di sinistra.
Gli ascensori portano al livello superiore, dove ci sono gli alloggi dell’equipaggio.
Usando la Forza sollevo l’ascensore con dentro il gruppo per portarla al piano di sopra. Arrivati al piano PAT-21 apre leggermente le porte ma non fa in tempo a spalancarla che dalle pareti escono tre vermi bianchi.

Uno di questi attacca immediatamente Kyle e lo ferisce ad una gamba.
PAT-21, Tareb e Kyle reagiscono colpendo alcuni dei vermi.
Io perdo la concentrazione, l’ascensore comincia a ridiscendere, un verme mi morde e non riesco a ferirlo.
L’ascensore torna al piano inferiore.
Un verme cerca di attaccare Kyle ma lui si sposta, risponde a colpi di Blaster e lo uccide.
Tareb prova a colpire ma il suo bersaglio gli sfugge.
Io, non dovendo più tenere la concentrazione colpisco con la spada laser un secondo verme e lo uccido mentre PAT-21 e Kyle uccidono il terzo. La questione vermi dovrebbe essere conclusa, speriamo di non incontrarne altri.
Utilizzo di nuovo la Forza per far sollevare l’ascensore e, una volta arrivati al piano superiore, si apre di fronte a noi un corridoio con sul lato sinistro diverse capsule di salvataggio e, sull’altro lato, alcune porte chiuse.
Procediamo verso la prua e la zona oscurata.
Il corridoio è molto più stretto del precedente, le pareti bianche sono costellate di danni da Blaster ma di entità inferiore a quelli del corridoio precedente.

“Perché diavolo si sono messi a combattere qua dentro?”, penso.
Tareb riesce ad aprire una porta manomettendo il sistema d’accesso e finalmente abbiamo raggiunto una war-room che presenta un tavolo al centro e diverse porte.
Ci sono diversi cadaveri di cloni e alcuni buchi.

“Maledizione! Di nuovo quei vermi schifosi, stiamo attenti” dico agli altri.
I cloni sono senza l’elmo e vagamente mummificati, probabilmente a causa del lungo periodo senza atmosfera.
Usciamo sul corridoio, proseguiamo, troviamo altri cadaveri e alcune porte aperte alla nostra destra che danno su altre stanze vuote o camere di servizio.
Il corridoio, arrivati alla fine delle capsule di salvataggio, si stringe e vediamo un pannello che attira la nostra attenzione.
Scopriamo che sembra essere un generatore di emergenza.
Io e Kyle riusciamo a ripristinare l’energia riattivando il generatore.
Il pannello si attiva e Kyle gli comanda di ripristinare le funzioni vitali nella zona di prua (a cui il generatore si riferisce).
Facciamo risucchiare fuori il gas soporifero, ci togliamo le maschere e procediamo nel corridoio che converge in una saletta trapezoidale di collegamento con un ascensore al fondo, un piano rialzato e diverse porte.
Anche qui ci sono diversi cloni morti ma, questa volta, con arti tagliati, chiaramente da spade laser, anche se guardaci intorno non vediamo nessuna traccia di spade. “Quindi c’erano dei Jedi  coinvolti nella battaglia!” esclamo.

“Jedi  che combattono su una nave della repubblica con degli stormtrooper?” – penso – “Impossibile! Non si sarebbero mai esposti tanto!”

Scendiamo le scale intorno all’ascensore dove ci sono pesanti tracce di combattimento.

Io continuo a pensare ai corpi coliti dalla spada laser e ad un tratto tutto mi è chiaro, la spada del nostro maestro, i corpi dei soldati non sono degli stormtrooper sono dei cloni! Questo è il risultato dell’ordine 66!
Scendendo torniamo al piano inferiore e ci troviamo di fronte ad una porta che, una volta aperta, mostra l’hangar con gli ARC-170 e tutto il resto. Qui l’aria è ancora respirabile ma, se andassimo avanti dovremmo rimetterci le maschere.
In fondo vediamo il Quadjumper, mentre a sinistra individuiamo l’area schermata.
In alto vediamo i camminatori incastrati che vedevamo dalla passerella.
Sotto i camminatori, ma sopra di noi, c’è una piattaforma con molti altri cloni cadavere colpiti da spada laser e blaster.
Poco sotto di noi c’è uno shuttle fatto di un materiale che crea la schermatura.

Shuttle

Il portellone posteriore dello shuttle presenta tracce di spada laser e mostra una figura umanoide a braccia larghe parzialmente carbonizzata al centro di una grande bruciatura tonda che sembra essere stata effettuata dai cannoni blaster di uno dei caccia.
La sensazione è che qui si sia consumata l’ultima battaglia del nostro maestro.

Un brivido mi corre lungo tutta la schiena.
Ho un flashback potentissimo del nostro maestro mentre cerca di resistere ad una torma di cloni che lo assalta, colpendo cloni e deviando blaster.
E’ una lotta disperata, urla: “Salvalo! Salvalo! Salvalo!”. Fa un gesto e poi un ARC vira verso di lui e comincia a sparare, sento una fortissima sensazione di calore.
Poi più nulla. Tutto diventa nero.
Io rimango shockato, barcollo, l’esperienza mi lascia spaesato e debole.
Mi riprendo e decido di aprire lo shuttle e con la spada comincio a scavare con un furore cieco nel portello che un tempo fu fuso ma, al contempo, cercando di non deturpare ciò che resta del mio maestro.
Tareb intanto prova ad accendere il pad trovato nella sala di controllo.
Mentre io faccio saltare pezzi della corazza dello shuttle e Tareb cerca di leggere il pad, l’ascensore che abbiamo evitato, girandoci intorno con la scala, si apre ed esce un droide che ci vede, rientra nell’ascensore emettendo una serie di suoni indistinti.

Immediatamente tutti gli accessi informatici al sistema della nave vengono bloccati.

Sento Tareb imprecare “Maledetta lattina!”
Ignoro la cosa e, difeso da PAT-21, continuo ad accanirmi sullo shuttle, mentre Tareb e Kyle inseguono il droide che fugge.
Tareb comunica a tutti “Rimettete le maschere!”.
Binghal scende dal Quadjumper e sale su un ARC pronto a coprirmi da eventuali sorprese che dovessero uscire dallo shuttle.
Tareb e Kyle intanto cercano di aprire le porte che il droide si chiude dietro ma, quando pensano di averlo ormai chiuso in trappola, questo esce da una porta laterale e colpisce Tareb ferendolo, Tareb reagisce ma lo manca, Kyle gli spara e quindi lo colpisce anche Tareb.
Il droide pur prendendo diversi danni riesce a scappare, si chiude la porta dietro ma Tareb lo apre e vede che il droide sta proiettando un combattimento di due Jedi  contro molti cloni.
Tareb gli parla, gli spiega chi siamo e il droide chiede di essere portato dal Jedi  chiamato Damian.

“Damian” mi dice Tareb attraverso il comunicatore “qui c’è una lattina che chiede di te, vieni tu o te la portiamo noi?”

Mi blocco. “Un droide mi conosce?” penso “Questo è incredibile!”.
“Portatemelo” rispondo, sono confuso.
Parlo con il droide, il suo nome è C4-X0 e, in effetti, ci  conosciamo, è il droide del nostro maestro.

Mi dice che Sol-El è morto e si dice dispiaciuto, “lo sospettavo, grazie” gli rispondo.
Finisco di aprire il portellone che crolla e si vede un corridoio con, al fondo, una grossa cassa larga quasi quanto la stanza che la contiene. Il materiale della cassa è indecifrabile, sembra uno spesso minerale.
C4-X0 mi si avvicina e mi dice che Sol-El non era l’unico Jedi  presente sulla nave.

Chiedo a C4-X0 il nome dell’altro Jedi  ma questi dice che non può riferirceli: la cosa è curiosa, pare sia stato bloccato o inibito.
Guardando dentro notiamo, a fianco della cassa, un Cilindro Bacta aperto da poco (si nota dell’acqua per terra).

Appena entriamo una figura incappucciata con respiratore fa un gesto e richiude il portellone: restiamo io, Tareb, C4-X0 e Kyle, mentre PAT-21 resta tagliata fuori con Binghal.
Milla ordina a Binghal di sparare. Io gli comunico mentalmente di non fare nulla e, piuttosto, di bloccare Milla. Binghal sente il mio pensiero e mi comunica “SI”.

Kyle lo tiene sotto tiro.
Lui, accende la spada laser che emette un bagliore arancione e, con un gesto, strappa le armi dei miei due compagni, immediatamente dopo, sentiamo una spinta molto forte su di noi.

Spengo la spada laser, saluto il Maestro Jedi e mi presento come Damian allievo di Sol-El.
Vedo Tareb e Kyle che vengono lanciati contro la parete di fondo io mi oppongo, respingo la Forza, e resto immobile contrastandolo.
Lui, ancora stordito da 15 anni di stasi, si leva la maschera e mi urla “CHI SEI!”. Io glielo dico nuovamente e vedo con stupore che si tratta di Aren-El, il fratello gemello di Sol-El, il nostro maestro, oggi vecchio e con una lunga barba.
Veste gli indumenti della Repubblica.
Lui mi dice: “Sei troppo vecchio! Mi ricordo di te! Ma eri molto più giovane! Che sta succedendo! Sei un fantasma della forza!”
Io glielo spiego con molta calma e gli dico che so della sua missione e so che qualcosa di grave è accaduto, che sono qui per aiutarlo e, sempre cercando di rassicurarlo, gli dico che fuori c’è un’altra persona che conosce e che vogliamo continuare la missione che gli è stata affidata.
Lui continua ad essere confuso ma acconsente a riaprire il portellone.
Esce, si volta, appoggia la mano a ciò che rimane di suo fratello e del nostro maestro.
Incomincia a singhiozzare.
Tutti noi ci fermiamo intorno a lui, in silenzio.
Si ricompone e, voltandosi, dice: “Sono Aren-El, Cavaliere Jedi  della Repubblica, spiegatemi cosa è successo in questi ultimi 15 anni”
Gli raccontiamo dell’ordine 66, dell’Impero, dell’imperatore, dei Sith e di tutto ciò che è successo.
Gli chiediamo quale fosse la sua missione.
“Questa aberrazione oscura che voi chiamate Impero deve finire e questo carico contiene tutta l’eredità della saggezza dei Jedi  e non dovrà mai finire nelle mani di questo Impero”.
Rientra dentro allo shuttle e noi lo seguiamo.
Sembra ancora alienato ma anche in gioventù non lo ricordiamo come una persona molto affabile, è sempre stato diverso da Sol-El, molto rigoroso e poco incline alla comprensione.
Stende la mano sulla cassa e ci dice: ”Guardate! Questa è l’eredità del maestro Joda, l’eredità di tutti i Jedi”.

La cassa di spesso minerale vagamente metallico si apre in due blocchi che Aren-El muove con la Forza.
Una luce immensa mostra un altare con un grosso cilindro su cui ci sono tre holocron che ruotano fluttuando, fa un gesto con la mano e ci dice: ”In essi è contenuta tutta la conoscenza Jedi”.

Holocron

Gli chiedo dove fossero diretti ma, prima che ci possa rispondere Milla riceve una comunicazione dal Quadjumper: una nave corelliana YT-2400 si sta avvicinando a tutta velocità.

YT-2400

Una voce dalla nave corelliana contatta Milla e la canzona dicendole di essere contento che lei non si sia accorta del radiofaro che ci avevano installato sulla nave e la ringrazia per averli condotti sulla loro meravigliosa nuova astronave da saccheggiare.
Si stanno preparando ad attraccare.
Milla chiede aiuto e denuncia l’aggressione di pirati all’Impero. Io la fulmino con lo sguardo e poi tra noi comincia un acceso diverbio sull’opportunità di coinvolgere l’Impero in una situazione tanto delicata. Ma ormai …
Mentre la discussione procede con Milla che porta avanti il suo diritto di reclamare la nave come sua e io che le rispondo che gestire dei pirati è una cosa gestire degli imperiali è un’altra, soprattutto considerato cosa c’è in questa nave, uno Star Destroyer risponde alla richiesta di aiuto di Milla e ci comunica che ci verrà a dare supporto.

Star Destroyer

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